mercoledì 18 ottobre 2017

Orwell

Fabio e Alberto sul 1° tiro.
Fabio sul 5° tiro.
Alberto sul 6° tiro.
Alberto sul 7° tiro.
Fabio alla partenza dell'8° tiro.
Tracciato della via.
Parete oscura della luna - Sella
Parete N


La violenta grandinata che si abbatte come una mitraglia sulle ultime centinaia di metri prima del parcheggio è la degna conclusione dell'ultima salita delle vacanze estive, esito tutto sommato accettabile del tetro nuvolone che incombeva sulla seconda parte della salita, ma che ci ha magnanimamente consentito di raggiungere la cima bagnando solo l'ultimo tiro. Rientriamo bagnati fradici, ma soddisfatti di aver terminato la via. E con la promessa di ritornare a visitare le altre vie di questa bella parete.
Accesso: da passo Gardena si scende verso Corvara superando il parcheggio per la ferrata Tridentina e si continua per una decina di tornanti. Si parcheggia in corrispondenza dell'ultimo di questi prima del paese di Colfosco (ristorante Mesoles), in vista della parete. Sulla sinistra del parcheggio si scende verso sinistra per un sentiero fino ad un gabbiotto di legno, dove si prende a destra dirigendosi verso la parete. Ad un bivio si tiene ancora a destra, si passa un ponte su un torrente e si prende una traccia che sale verso sinistra alla parete. Ci si porta così sulla cengia alla base del settore di sinistra, che si segue verso destra fino all'attacco (targhetta). Sosta di partenza su due fix e cordone.
Relazione: bella via su buona roccia, solo un poco disturbata dalla vegetazione nei tiri mediani. La roccia asciuga in fretta, a parte il primo tiro (che però non è impegnativo). Molto belli il secondo tiro e quelli della parte alta. Le protezioni sono ottime; portare solo rinvii.
1° tiro: rimontare la rampa a destra della sosta. 25m, 5a; tre fix. Sosta su due fix con cordone.
2° tiro: superare un breve muretto appena a destra della sosta, traversare a sinistra e salire dritti alla sosta. 25m, 6a; nove fix. Sosta su tre fix con fettuccia e maglia-rapida.
3° tiro: salire inizialmente dritti e spostarsi lievemente a destra alla sosta. Attenzione a non seguire i fix della via Legoland che corre appena a sinistra. 25m, 5a; quattro fix. Sosta su due fix con cordone.
4° tiro: salire inizialmente dritti, poi verso destra per placche un po' erbose fino ad un muretto finale che conduce in sosta. 25m, 5c; sei fix. Sosta su due fix con cordone e maglia-rapida.
5° tiro: ancora a destra a salire sul filo dello spigolo fermandosi su un terrazzino in corrispondenza di un pilastro staccato. 20m, 5c; sette fix. Sosta su due fix con cordone e maglia-rapida.
6° tiro: salire a destra della sosta e superare due piccoli tetti (il secondo, sulla sua sinistra). 15m, 6a+; sei fix. Sosta su due fix con cordone e maglia-rapida.
7° tiro: salire superando un tratto di rocce delicate, spostarsi a destra su un pilastrino ed uscire per un diedro con una lama lievemente aggettante. 25m, 6a+. Sosta su due fix con cordone e maglia-rapida.
8° tiro: salire un muretto a destra e proseguire fino alla sosta. 15m, 6a; sette fix. Sosta su due fix con cordone e maglia-rapida.
9° tiro: spostarsi a destra, salire brevemente, rientrare a sinistra ed uscire in sosta. 15m, 5b; sette fix. Sosta su albero con cordoni ed anello di calata.
Discesa: seguire la traccia che porta inizialmente verso destra e poi a sinistra a congiungersi col sentiero che sale in val de Mesdì che, seguito verso valle (sinistra) riporta sul sentiero seguito all'andata.

mercoledì 4 ottobre 2017

Delenda Carthago

Fabio sul 1° tiro.
Alberto sul 3° tiro.
E qui sul 4°.
Fabio sul 5° tiro.
Tracciato della via.
Prima Torre del Sella
Parete S


Le vacanze dolomitiche non potevano finire senza assaggiare qualche arrampicata plaisir, con solidi spit a togliere ogni preoccupazione. E nella lista dei desiderata relativa alle vie sportive spiccava da un po' questa salita, già sfiorata un paio di volte. Ottima per una scalata veloce o per le giornate autunnali, con breve avvicinamento e arrampicata sempre piacevole.
Accesso: dal passo Sella si prende il sentiero che parte dietro l'hotel Mariaflora e si sale in direzione della Locomotiva. Prima di raggiungerla si prende a destra e si traversa fin sotto la parete S della prima torre. Qui è possibile giungere anche tenendo a destra sul sentiero iniziale e poi risalendo per tracce il ghiaione basale. Giunti sotto la parete, ci si sposta in corrispondenza di un'evidente rampa che sale verso destra, tra il pilastro della via Tissi a sinistra e la fessura della via Trenker a destra.
Relazione: via molto bella che sale la parete S della prima Torre. Arrampicata elegante su bellissime placche con difficoltà mai esagerate e roccia ottima (a parte brevi tratti in cui fare attenzione). Chiodatura ottima nei tratti più impegnativi, più distanziata in passaggi di IV. Sostanzialmente inutili friend e altre protezioni veloci. Decisamente da non perdere!
1° tiro: salire le facili rocce con percorso non obbligato fino ad una sosta intermedia e proseguire lungo il diedro fino alla sosta. 50m, III+, IV+; due chiodi (uno con cordone), un fittone, una sosta intermedia (un fittone e due chiodi). Sosta su due fix con fettuccia e maglia-rapida.
2° tiro: spostarsi a destra della sosta a risalire un muretto per poi riportarsi verso sinistra e proseguire in verticale fino alla sosta. 25m, 6b (un paio di passi); nove fix, due chiodi, un vecchio spit. Sosta su due fix con cordone e maglia-rapida.
3° tiro: spostarsi a destra della sosta per salire una fessurina puntando ad un fix con cordino rosso dove ci si sposta a destra e si sale ad una cengia. Ancora a destra lungo la cengia per salire un vago diedro e una lama fino al terrazzo di sosta. 35m, 5c, IV+; cinque fix, un chiodo (più un paio di chiodi inutili vicino ai fix). Sosta su due fix e maglia-rapida.
4° tiro: salire il muretto sopra la sosta, spostarsi a sinistra e proseguire in verticale. 25m, 6a; sette fix. Sosta su due fix con cordino e maglia-rapida.
5° tiro: salire a destra della sosta ad una cengetta, continuare verso destra per poi spostarsi decisamente a sinistra e raggiungere la sosta. 25m, 6a; otto fix. Sosta su due fix.
6° tiro: spostarsi a destra a doppiare uno spigolino, poi continuare dritti e giungere per rocce rotte alla cengia sommitale. 35m, 5c; quattro fix. Sosta su due fix.
Discesa: seguire la traccia a destra (rispetto alla direzione di salita) fino a ritrovarsi sul sentiero che riporta alla base della parete. Un paio di brevi sezioni di II possono essere superate con calate in corda doppia.

domenica 24 settembre 2017

La sorella

Fabio sul 1° tiro.
Fabio e Alberto sul 3° tiro.
Alberto all'uscita del 4° tiro.
Foto di vetta.
Tracciato della via.
Angolo delle streghe (Cima Tosa) - Brenta
Parete S


Quando vedo saltar via la presa che avevo nella mano sinistra la fisso con incredulità, come un'amica che avesse tradito la mia fiducia. È solo un attimo, prima di guardare dove sto cadendo, prima che l'ottimo chiodo regga e tutto si risolva con un po' di spavento e qualche graffio. Sotto, parecchio sotto, un chiodo assai precario e gli amici in sosta, preoccupati. Ma era il giorno del mio compleanno e giustamente non poteva succedermi niente: motivo in più per festeggiare degnamente una volta rientrati al rifugio, con un brunello ed un barolo portati appositamente per l'occasione. Forse non so scegliere le prese, ma le bottiglie sì!
Accesso: raggiungere il paese di S. Lorenzo d'Orsino (TN) e seguire le indicazioni per la val d'Ambiez, infilandosi nella strada che penetra nella valle. La strada termina in corrispondenza del Ristoro Dolomiti di Brenta, dove si parcheggia. Qui conviene prendere la jeep per il rifugio Cacciatore (prenotate in anticipo! Info reperibili sul sito del Rifugio Agostini), da dove si prosegue per il sentiero 325 fino al rifugio Agostini (fin qui poco meno di un paio d'ore dal parcheggio). Dal rifugio si continua lungo il segnavia 358 che risale la valle d'Ambiez, ignorando la deviazione per la ferrata Castiglioni e raggiungendo le corde fisse che portano alla cengia basale della Cima d'Ambiez. La si segue verso destra raggiungendo la vedretta d'Ambiez, che si taglia in obliquo verso destra fino a portarsi sotto lo spigolo della parete.
Relazione: via piacevole soprattutto nella prima parte, mentre i due tiri finali si svolgono su roccia non proprio ottima e richiedono attenzione. Le difficoltà non sono elevate e la chiodatura è discreta; portare friend medi per integrare. C'è sempre un fix alle soste per la calata; noi abbiamo recuperato uno spezzone di corda abbandonato all'inizio del quarto tiro e lo abbiamo usato per rinforzare il collegamento tra fix e chiodi alle prime soste. Non si sa mai...
1° tiro: si sale per rocce rotte a destra dello spigolo e si prosegue per una placchetta nerastra e per una vaga fessura superficiale giungendo alla larga cengia. Qui ci si sposta a sinistra raggiungendo la sosta. 55m, III+, IV+; un cordino in clessidra. Sosta su un fix e un chiodo con cordone e maglia-rapida. Un secondo chiodo è uscito solo a guardarlo; se qualcuno vuole portare un martello per ribatterlo...
2° tiro: a destra per salire qualche metro su rocce rotte fino ad un cordino bianco; da lì si sale in verticale uscendo per un corto diedro verso la sosta posta in una nicchia sul filo dello spigolo. 40m, IV, IV+; due cordini in clessidra, un chiodo. Sosta su un fix e un chiodo con cordone e maglia-rapida.
3° tiro: si sale dritti sopra la sosta per poi spostarsi verso destra su divertente placca ed uscire su una cengia. Si risale un diedrino sulla destra fino alla sosta. 30m, IV; una fettuccia e un cordone in clessidra, un chiodo. Sosta su un fix e un chiodo con cordone e maglia-rapida.
4° tiro: si sale la placca (più facile sulla destra) con rocce all'inizio un po' friabili fino ad una cengia. Si supera il muretto (passo un po' lungo per agguantare una buona presa) e si prosegue nel vago diedro fino alla sosta. 40m, IV, V, IV; quattro chiodi. Sosta su un fix con maglia-rapida e un chiodo.
5° tiro: si sale verso destra su rocce via via più facili (e friabili) fino alla sosta posta poco sotto la sommità. 30m, IV, III. Sosta su un fix, due chiodi, cordini e maglia-rapida.
Discesa: in corda doppia sulla via. È possibile saltare la sosta del 4° tiro, ma io consiglierei di farla per limitare possibili problemi di incastro corda (lo spezzone di corda trovato sopra la terza sosta dimostra che è meglio fare attenzione).

mercoledì 20 settembre 2017

Diedro Armani

Sul 1° tiro.
Alberto sul 2° tiro.
Fabio sul 4° tiro.
Fabio sul 6° tiro.
Alberto sul 9° tiro.
Tracciato della via.
Torre d'Ambiez - Brenta
Parete E


– Oh, ma qui dice "diedro"... vedo solo rocce rotte...
– Boh, con 'sta nebbia non si vede un c***o... salgo ancora un po'... sono arrivato in cima...
– Ma abbiam fatto quattro tiri invece di nove...
– (imprecazioni varie ed irriferibili)...
Dopo essere scesi e tornati alla base, salendo verso l'attacco del "vero" diedro Armani, mi chiedo quali siano le probabilità di sbagliare via e di imboccarne una che abbia la relazione dei primi due tiri sovrapponibili a quella desiderata (relazione che peraltro abbiamo letto un po' ad minchiam come al solito)! Ormai è un po' tardi, la partenza antelucana si fa sentire: torniamo al rifugio colle orecchie basse e la sensazione di essere un po' minchioni. Il giorno dopo, per fortuna, tutto gira alla perfezione ed il diedro ci regala una splendida giornata in arrampicata sopra un mare di nebbia.
Accesso: raggiungere il paese di S. Lorenzo d'Orsino (TN) e seguire le indicazioni per la val d'Ambiez, infilandosi nella strada che penetra nella valle. La strada termina in corrispondenza del Ristoro Dolomiti di Brenta, dove si parcheggia. Qui conviene prendere la jeep per il rifugio Cacciatore (prenotate in anticipo! Info reperibili sul sito del Rifugio Agostini), da dove si prosegue per il sentiero 325 fino al rifugio Agostini (fin qui poco meno di un paio d'ore dal parcheggio). Dal rifugio si continua lungo il segnavia 358 che risale la valle d'Ambiez, ignorando la deviazione per la ferrata Castiglioni e salendo fino all'altezza di un enorme masso franato. Si sale ora sulla sinistra, puntando allo spigolo della Torre. Chiodi visibili. 40' circa dal rifugio.
Relazione: via molto bella che risale l'evidente diedro della Torre d'Ambiez. Arrampicata mai difficile e su roccia ottima. Veramente da non perdere! Utili friend piccoli e medi per integrare le protezioni.
1° tiro: salire per pochi metri appena a destra dello spigolo, traversare a destra e salire ad una cornice. Salire ancora sul suo lato sinistro e continuare a destra fino al camino, che si risale giungendo alla sosta. 30m, IV+, IV; quattro chiodi (più uno inutile sotto il terzo), uno spit. Sosta su due fix con anelli di calata.
2° tiro: a destra della sosta a risalire una placca (passo iniziale esposto) per proseguire su facile rampa fin sotto una grossa lama gialla. 30m, V (un passo), IV, III; due chiodi, un cordone in clessidra. Sosta su due spit con anelli di calata.
3° tiro: non salire ma traversare a destra, facendo attenzione ad un grosso blocco giallastro posto appena sopra. Giunti in un facile camino, lo si risale uscendo a destra. 20m, III+. Sosta su un fix con anello e due chiodi.
4° tiro: a sinistra della sosta a salire una placca nerastra. Si prosegue per diedro fino al terrazzo di sosta. 20m V-, IV+; un chiodo, un friend incastrato. Sosta su due fix (due chiodi vicini).
5° tiro: salire il camino, con passo iniziale non banale, proseguendo nel diedro e tenendo la sinistra. Usciti sulla larga cengia, spostarsi a destra fino alla sosta sotto il diedro. 35m, V-, IV+, III; un chiodo, una sosta intermedia con cordoni in clessidra e maglia-rapida. Sosta su cordoni in clessidra con anello di calata.
6° tiro: salire il bellissimo diedro fino alla sosta sulla sinistra. 40m, IV, IV+; un chiodo, un cordone incastrato. Sosta su due fix.
7° tiro: ancora per il diedro fino alla base di un camino. 25m, IV+; un chiodo. Sosta a sinistra su due chiodi e maglia-rapida.
8° tiro: salire il pilastrino sopra la sosta, traversare a destra verso il camino e raggiungere la sosta per rocce delicate (in alternativa, portarsi nel camino). 30m, IV+, III; un chiodo. Sosta su due fix.
9° tiro: salire sul muretto a destra e proseguire lungo il diedro fino alla facile cresta che porta ad una selletta e alla sosta. 25m, IV+, III. Sosta su cordoni in clessidra e chiodo con maglia-rapida. Da qui si può salire una decina di metri circa (III) giungendo sulla vetta vera e propria.
Discesa: si può scendere lungo la via di salita o sulla vicina via Anna. Noi ci siamo invece calati dalla sosta del 9° tiro direttamente in direzione S fino alla grande cengia. Qui si scende brevemente per roccette e si tiene la destra (viso a valle) fino ad incontrare degli ometti che indicano il percorso di discesa, sempre verso destra (passi di II+). Si segue ora il sentiero verso sinistra, tenendo a sinistra ad un bivio e ritornando alla deviazione per la ferrata Castiglioni superata all'andata, da cui si scende facilmente al rifugio Agostini.

mercoledì 13 settembre 2017

Sueur de Boucs

Fabio sul 1° tiro.
e sul 4° tiro.
sul 5° tiro...
e sull'8°.
Tracciato della via.
Palavar - Valle di Ailefroide
Parete S


Dalla cima della Fissure non si può non notare la placconata che marca la parete di fronte. E due giorni dopo, infatti, siamo tornati a dargli un'occhiata più da vicino... in compagnia di un caldo infernale e di numerose cordate. Primo tiro molto bello; il resto un po' meno, ma pur sempre meritevole di una visita se cercare una scalata tranquilla.
Accesso: da Briançon prendere la D994T per la Vallouise e Ailefroide e seguirla fino ad Ailefroide. Contornare il parcheggio sulla sinistra e proseguire lungo la strada fino ad uno spazio per parcheggiare. Seguire la mulattiera fino ad una deviazione sulla destra marcata da un ometto, appena dopo un'evidente striscia bianca e rossa sul tronco di un abete. Il sentiero porta alla base della parete, dove si supera l'attacco dello spigolo (Palavar-les-flots) e si raggiunge la linea di spit successiva, in corrispondenza di uno spigolino e una bella placca sulla sinistra.
Relazione: via piacevole in placca con qualche muretto, ben protetta e mai difficile. Per questo è abbastanza frequentata, anche se non come la sua sorella sulla destra; arrivate presto nel fine-settimana. Da evitare nelle giornate estive di sole.
1° tiro: rimontare il pilastrino, spostarsi a sinistra e salire per una bella placca (passo-chiave della via) che piega ad arco verso destra. Un paio di muretti portano alla sosta. Tiro molto bello. 45m, 6a; dodici fix. Sosta su due fix con cordone e maglia-rapida.
2° tiro: a sinistra e poi dritto in placca con qualche saltino fino alla sosta. 35m, 5b; nove fix. Sosta su due fix.
3° tiro: A sinistra a raggiungere una sosta (di calata) dopo circa 10m. Si prosegue per rocce un po' polverose, si risale una placchetta e si giunge alla sosta sulla sinistra.  45m, 5b; nove fix. Sosta su due fix con cordone.
4° tiro: a sinistra a risalire una fessura per poi proseguire brevemente lungo lo spigolo e successivamente per rocce un po' rotte. 55m, 5b (forse un passo di 5c); dieci fix. Sosta su due fix con cordone.
5° tiro: dritto sopra la sosta e poi a sinistra su rocce rotte. 45m, 4c; dieci fix. Sosta su due fix con cordone.
6° tiro: ancora lungo la placca tenendo la sinistra. Vicino alla partenza si nota una sosta di calata. 40m, 4c; nove fix. Sosta su due fix con cordone.
7° tiro: dritti per placca e per breve muretto. 50m, 4c; dieci fix. Sosta su due fix con cordone.
8° tiro: a sinistra su bella lama gradinata ad aggirare uno spigolino e raggiungere la sosta per rocce erbose. 30m, 5a; otto fix. Sosta su due fix.
9° tiro: a sinistra della sosta a risalire un diedrino per continuare in placca verso sinistra. 30m, 5a; sette fix. Sosta su due fix con cordone ed anello di calata.
Discesa: in doppia dalla via. La prima calata è dritta sotto la sosta (non saltarla!), poi a destra (faccia a monte) giungendo vicino alla partenza del 6° tiro. Le successive calate ripercorrono la via per poi scendere direttamente alla base della parete.

lunedì 4 settembre 2017

Fissure d'Ailefroide

Manu all'uscita della fessura del 2° tiro.
Fabio e Manu sul 3° tiro.
Fabio sul 4° tiro.
Fabio sul 5° tiro.
Manu sul 6° tiro.
Fabio sull'ottavo tiro.
Tracciato della via.
Parete della Fessura d'Ailefroide - Valle di Ailefroide
Parete N


Briançon, due anni dopo, alla scoperta delle falesie! Ma i pur bellissimi tiri di Mont Dauphin e del Rif d'Oriol non possono allontanarmi del tutto dalle vie di Ailefroide. E cosa meglio della prima via aperta ad Ailefroide, opera (pare...) di Lionel Terray? La via merita certamente la sua fama ed una visita, anche perché è molto meno ripetuta delle adiacenti vie sportive: da non perdere!
Accesso: da Briançon prendere la D994T per la Vallouise e Ailefroide e seguirla fino al campeggio di Ailefroide. Poco dopo c'è un cartello pubblicitario sulla destra ("Les Clouzis") in corrispondenza di un sentiero che si stacca sulla sinistra. Parcheggiare e prendere detto sentiero, seguirlo verso sinistra costeggiando un ruscello fino ad un bivio verso destra che porta ad un ponte su un torrente (qui si può giungere anche direttamente dall'ingresso del campeggio). Al di là del ponte, prendere la traccia sulla destra che attraversa i prati e si avvicina alla parete. Raggiunto un enorme ometto in pietra si punta verso la parete, trovandosi all'attacco della via. Solita bandiera francese presente.
Relazione: via molto bella che risale l'evidente fessura con arrampicata in camino e diedro, mai difficile a dispetto di quello che sembra dal basso. Soste attrezzate e qualche spit/fix sui tiri; portare friend piccoli e medi per integrare. Roccia ottima.
1° tiro: salire il diedrino erboso puntando all'albero e proseguire per il camino fino ad uscire sul terrazzo di sosta a sinistra. 45m, III+, IV+; un cordone su albero, uno spit. Sosta su cordoni su spuntone.
2° tiro: rientrare nel camino e risalirlo, uscendone traversando verso destra (stretto: attenzione allo zaino!). Proseguire lungo la placca fino alla sosta sulla sinistra. 30m, IV+, V; uno spit, un fix, cordoni su masso incastrato. Sosta su un fix con maglia-rapida e uno spit.
3° tiro: proseguire lungo il canale-camino che diviene poi fessura fino ad un largo terrazzo. Attraversare verso destra, superare un saltino e raggiungere la sosta. 40m, III, IV, IV+; un chiodo, uno spit, un cordone su masso incastrato. Sosta su due due spit e maglia-rapida.
4° tiro: è possibile rientrare e salire il camino. Io sono invece rimasto sulla parete (invero un po' muschiosa) sopra la sosta, per poi spostarmi in traverso a sinistra e rientrare nel camino. Superato un masso incastrato si giunge in sosta. 35m, V (o V+?), IV; un chiodo, un chiodo+spit ravvicinato, un fix. Sosta da allestire su spuntone.
5° tiro: uscire a destra sulla placca, salire una fessura e spostarsi sulla sinistra. 15m, V; due fix. Sosta su due fix con cordino.
6° tiro: risalire il canale-camino e uscirne sulla sinistra; superare uno spigolino e la placca sulla sinistra fino a giungere al terrazzo di sosta. 35m, III, IV, V (un passo); un chiodo. Sosta su due fix con cordone.
7° tiro: entrare nel camino, salire sul masso incastrato, proseguire a destra per una fessura ed uscire ancora a destra verso la sosta con passo esposto. 30m, IV, V, V+ (un passo); un chiodo, un cordone su masso incastrato. Sosta su uno spit. Il tiro originale prosegue ancora qualche metro e fa sosta sotto il pilastrino (controllate l'attrito della corda).
8° tiro: Noi abbiamo deciso di uscire percorrendo gli ultimi due tiri di una via sportiva anziché proseguire per il camino. Risalire quindi la placchetta e prendere il diedro obliquo verso destra. Un passo non banale porta alla sosta. 25m, 6a (un passo); due chiodi, cinque fix. Sosta su due fix. Se esce il sasso incastrato (mobile) del passo-chiave, bisognerà rigradare il tiro...
9° tiro: salire dritti ed uscire a sinistra su placca prima di raggiungere l'albero. Spostarsi leggermente a sinistra e salire la placca. 25m, 4a, due fix. Sosta su due fix con cordone. Probabilmente il fix sulla placca appartiene ad un'altra via...
Discesa: seguire la traccia verso sinistra (rispetto alla direzione di salita) e prenderne poco dopo una che sale a destra fino ad incrociare una terza traccia più marcata verso sinistra che riporta alla base della parete (tratto attrezzato con corda fissa per traversare un canale).

martedì 29 agosto 2017

Francesca

Fabio sul 1° tiro.
Sempre lui sul 4° tiro.
Sul 5° tiro.
Tracciato della via.
Cima orientale dei Piazzotti - Alpi Orobie
Parete S


Accesso: da Bergamo per la Val Brembana, prendendo poi il ramo che porta ad Olmo al Brembo e da qui ad Averara e a Cusio. Da Cusio si prosegue per la strada del monte Avaro (pedaggio di 2€), parcheggiando in corrispondenza del sentiero n. 108, che si stacca a sinistra (indicazioni rif. Benigni). Si segue ora il bel sentiero che risale la valle, si congiunge con il tracciato proveniente da Valtorta e punta all'evidente parete della Cima Piazzotti. Un ultimo bivio porta sotto la parete (seguire sempre le indicazioni per il rifugio) e ad un sasso con scritta "Cusio", oltre il quale si sale brevemente per detriti all'imbocco di un canale. Fix di un'altra via a sinistra.
Relazione: via molto bella che risale la parete per diedri e fessure, con qualche placchetta. Chiodatura buona su un paio di tiri e da proteggere praticamente in toto sui rimanenti; portare friend piccoli e medi. Un friend grande potrebbe essere utile per il 6° tiro, ma il tratto interessato non è molto lungo e direi che alla fine non ne vale la pena. Roccia buona (tranne qualche tratto nel canale) e percorso sempre logico.
1° tiro: salire il canale (possibile trovare un po' d'acqua), superare un saltino e raggiungere la sosta. 40m, III+; un chiodo, un cordone in clessidre con maglia-rapida. Sosta su due chiodi e un fix con cordone, fettuccia e maglia-rapida (e un terzo chiodo sulla destra).
2° tiro: proseguire lungo il canale fino all'evidente sosta sulla destra. 30m, III+; un chiodo. Sosta su un chiodo ed un fix con cordone e maglia-rapida.
3° tiro: a sinistra a prendere una cornice. Un passo esposto porta alla sosta situata poco più in basso. 15m, V-; due fix, tre chiodi. Sosta su due chiodi e uno spit.
4° tiro: noi siamo saliti lungo una placca e poi a destra per un vago diedro-fessura erboso. 25m, 4c; cinque fix. Sosta da attrezzare su albero. La via originale probabilmente resta più a sinistra nella parte iniziale.
5° tiro: salire il bel diedro fessurato fino ad un terrazzino sulla sinistra. 35m, V, V+ (un passo), IV+; un chiodo. Sosta su tre chiodi.
6° tiro: spostarsi a destra e salire un diedro-camino aperto, superando uno strapiombino. Dal terrazzo soprastante si sale a sinistra per placca gradinata o fessura fino al terrazzo di sosta. 35m, V, V+ (un passo), IV+; un chiodo. Sosta su due chiodi con cordone.
7° tiro: salire la placca verso destra fino allo spigolo, indi proseguire per facili rocce fino alla cima. 45m, III+. Sosta su un fix.
Discesa: si segue una traccia per cresta che in breve porta al rifugio Benigni e al sentiero n.108 seguito all'andata.

domenica 6 agosto 2017

Etoile du Midi

Gianni sul 1° tiro.
Matteo sul 2° tiro.
Tracciato della via.
Live in Quincinetto dopo la salita...
Parete delle stelle
Parete S


Ad essere onesto, ciò che ricordo di più di questa arrampicata è... quello che è successo la sera! La canonica birra del dopo-scalata in un bar di Quincinetto si trasforma in una serata passata ad ascoltare un gruppo conosciuto al momento (repertorio rock anni '70), ascolto accompagnato da considerevole aumento del tasso alcoolico e culminato con il sottoscritto alla chitarra e Silvia alla voce in una cover della "povera" Patti Smith. A ben pensarci, non so bene se sono peggio come chitarrista o come alpinista-arrampicatore...
Accesso: dal casello autostradale di Quincinetto si torna indietro alla rotonda (non passare sotto il ponte come per andare alla falesia di Quincinetto) fino ad un bivio dove si seguono le indicazioni per Scalaro. La strada prende rapidamente quota, esce dal bosco e raggiunge infine un agriturismo oltre il quale si svolta a sinistra. Più avanti si tiene la destra ad un altro bivio (la strada divine sterrata ma facilmente percorribile) e si raggiunge un parcheggio sulla sinistra, nei pressi di un masso con la scritta Parej dle stelle. Si torna brevemente indietro e si segue il sentiero sulla sinistra (ometti e bolli) che porta alla base della parete. Ora a destra fino al pilastro che delimita la parete, raggiungendo il punto più basso, dove una scritta indica l'attacco.
Relazione: arrampicata piacevole su ottima roccia, mai difficile e sempre ottimamente protetta nei tratti più impegnativi, mentre i segmenti facili hanno protezioni più distanziate. Difficoltà omogenee, purtroppo rovinate da un passo decisamente duro sul 4° tiro che obbliga ad una vergognosa azzerata; peccato. Contare un paio d'orette.
1° tiro: dritti, poi brevemente a destra a superare un muretto verso sinistra che porta ad una placchetta prima della sosta. 30m, 5b; otto fix. Sosta su due fix con catena ed anello di calata.
2° tiro: salire tenendo la destra, superare una placchetta ed uscire alla sosta ancora a destra; 35m, 4a, cinque fix.
3° tiro: salire per placche tenendo la sinistra, superare un diedrino e per rocce più facili raggiungere la sosta. 40m, 5a; otto fix. Sosta su due fix.
4° tiro: salire il breve strapiombo, spostarsi a sinistra e proseguire su muretto fino ad una placca. Io mi sono fermato alla prima sosta che dovrebbe invece essere quella di Mondo difficile (la sosta corretta è visibile sulla destra). 20m, 5c (con un passo di A0/A1; va bene che la forma non è il massimo in questo periodo, ma secondo me è un buon 6b+/6c), nove fix. Sosta su due fix con catena ed anello di calata.
5° tiro: a destra della sosta a risalire un muretto fino alla sosta sulla destra. 20m, 5b, sei fix. Sosta su due fix con catena ed anelli di calata. Il tiro corre praticamente parallelo a Mondo difficile e credo di aver salito l'ultimo tiro di questa via. Sarebbe stato forse più logico lasciare l'uscita in comune piuttosto che chiodare due vie in mezzo metro di parete...
Discesa: in doppia dalla via con tre calate.

mercoledì 2 agosto 2017

Bergamo-Milano Lambrate: ritardi maggio-luglio 2017 (2608/10809)

Distribuzioni cumulative dei ritardi per il treno 2608 (8:02) nei
mesi da maggio a luglio 2015, 2016 e 2017.
Come sopra, ma per il treno 10809 (17:43).
Distribuzioni cumulative dei ritardi per il treno 2608 (8:02)
nei periodi gennaio-luglio 2015, 2016 e 2017.
Come sopra, ma per il 10809 (17:43).
Andamento mensile dei ritardi per il treno 2608.
Come sopra ma per il treno 10809.
Come gira la situazione dopo i nuovi orari ormai lo hanno capito tutti, tranne ovviamente chi a Trenord dovrebbe provvedervi, ma preferisce ignorare ritardi, guasti e persino i termini del contratto ben riportati sul sito che disciplinano le risposte ai reclami. In breve: treno 2608 che lentamente si avvia a diventare quasi "normale", 10809 sempre più inaccettabile e scandaloso. E come se non bastasse, col cambio di orario, i tempi di percorrenza di questo sfigatissimo treno sono pure aumentati di 2' grazie all'idea brillantissima di farlo fermare a Treviglio Ovest, dove scendono sì e no due persone! In compenso, la mattina è sparita una carrozza, trasformata in prima classe... ma a ben vedere questa fesseria è meno grave poiché tutti vi si siedono egualmente, consci della mancanza assoluta di controlli.
Ma veniamo ai numeri: nel trimestre estivo, da sempre uno dei peggiori tra cambi disgraziati di orario e caldo, il 2608 è puntuale un terzo delle volte e tocca il famigerato traguardo del 90% di volte entro un ritardo di 5'. I numeri sono migliori rispetto al 2016, ed è l'unico dato positivo. I corrispondenti valori per il 10809 scendono al 30% di puntualità (era circa il 50% nel 2016) ed a un 70% che arriva entro 5' (era l'80% nel 2016). Il 90% dei treni arriva a Bergamo entro ben 25', mentre l'unica nota positiva è il ritardo peggiore in assoluto, stavolta limitato a "soli" 33'.
I numeri complessivi da inizio anno sono ormai abbastanza assestati e si prestano ad analoghe considerazioni; potete verificare da voi gli andamenti nei grafici riportati.
Forse più interessante è spendere due parole sull'andazzo mensile dei ritardi, come riportato nelle ultime due figure, ed in particolare sugli ultimi quattro mesi: da aprile a luglio i due treni in questione stanno seguendo trend opposti: mentre il 2608 continua a migliorare, il 10809 peggiora sistematicamente ed il valor medio dei ritardi è in crescita costante (curva azzurra sull'ultimo grafico). In effetti, a ben guardare questa curva nel suo insieme si vede come dal 2015 al primo quadrimestre del 2016 le cose siano migliorate, mentre da allora in avanti ci sia stata un'inversione di tendenza con ritardi medi crescenti. C'è poco da stare allegri..

martedì 1 agosto 2017

Spigolo delle bregostane (o via Donatella)

Sul 1° tiro.
Sul 2° tiro.
Sul 4° tiro (la scaletta non è nostra!).
Sul 5° tiro.
Sull'8° tiro.
Tracciato della via.
Dociuril - Catinaccio
Spigolo SO


Le bregostane sono creature mitologiche fassane dedite al rapimento di fanciulli, e come tali non proprio simpatiche. Non è quindi chiaro se il nome della via sia un poco elegante riferimento a questa (da me sconosciuta) Donatella o se - le auguriamo - si tratti di pura coincidenza. In ogni caso, la via merita certamente una ripetizione: ottima roccia, bella esposizione e, se la cosa non vi dispiace, qualche fix alle soste e qua e là sui tiri.
Accesso: da Pera di Fassa si prende la strada che porta verso il rif. Gardeccia, si supera un paio di tornanti e si prosegue fino all'incrocio con la Strada de Cuch sulla destra, oltre il quale si trova un parcheggio con pochi posti-auto. Si segue la Strada (indicazioni per la Val Udai) infilandosi nei boschi e congiungendosi con il percorso che sale direttamente da Mazzin. Si attraversa un greto ed un torrente e si giunge all'indicazione 1720 Soscorza. Qui si sale a destra e, quando il sentiero spiana, lo si lascia per salire per traccia verso sinistra (ometto), risalendo il canale che porta allo spigolo. L'attacco è indicato da un fix. Un'ora e mezza circa.
Relazione: via molto bella che risale lo spigolo SO del Dociuril (in realtà tenendosi quasi sempre sulla parete di sinistra). La via ha un carattere intermedio tra il classico e lo sportivo, con soste attrezzate con ameno un fix e qualche fix sui tiri; necessario comunque dotarsi di protezioni veloci per integrare. La roccia è ottima e con qualche presa un poco unta, ma mai in maniera fastidiosa.
1° tiro: salire a sinistra dello spigolo, portarsi verso destra a superare un muretto e proseguire per una placchetta fino al terrazzo di sosta. 30m, IV, V; due fix, due chiodi, un cordone in clessidra. Sosta su un chiodo e un fix con cordone e maglia-rapida. Questo tiro è evitabile salendo per una variante di IV che parte una trentina di metri a sinistra.
2° tiro: salire a sinistra della sosta ad una cengia e seguirla brevemente a sinistra fino ad un diedro giallastro fessurato. Salirlo fino ad una seconda, stretta, cengia e proseguire per fessura o placca alla sua sinistra fino ad entrare nel largo camino dove si sosta. 30m, IV+, V (forse passo di V+), V-; due fix, due chiodi, un friend incastrato. Sosta su due fix con cordone.
3° tiro: salire il breve strapiombo che chiude il camino e proseguire lungo la fessura o la bella placca alla sua destra, uscendo su rocce facili. Aggirare a destra una paretina ed infilarsi in un canale obliquo verso sinistra che porta alla terrazza di sosta. 35m, V, V-, III; un fix. Sosta su un fix con maglia-rapida.
4° tiro: spostarsi a destra a salire un diedro giallastro un po' aggettante (roccia dall'aspetto un po' preoccupante) e proseguire tenendosi verso sinistra fino ad una cengia. Salire la bella placca grigia ed uscirne verso destra alla sosta. 35m, VI-, V, V-; tre fix, un chiodo (mobile), un cordone in clessidra. Sosta su un fix (e, se volete, una clessidrina sulla destra).
5° tiro: salire per facili rocce fin sotto ad una sporgenza che si supera sulla sinistra per poi rimontare una bella placca fino alla sosta. 40m, III, IV; un fix. Sosta su un fix e un cordone in clessidra.
6° tiro: a destra della sosta verso il filo dello spigolo a superare un muretto uscendo in cresta dove si sosta poco oltre. 20m, II, IV, II. Sosta su un fix e una grossa clessidra (libro di via).
7° tiro: salire a sinistra della sosta, poi brevemente dritto per traversare a destra con passo un po' delicato, uscendo poi in cresta. 25m, IV, V-, IV-; due fix, due chiodi vicini ai fix. Sosta su due fix.
8° tiro: raggiungere la parete e salire un diedro giallastro, per spostarsi a destra a salire una placca grigia fino ad uscire alla sosta. 30m, IV+, IV-, I; due fix, un chiodo con anello, un cordone in clessidra. Sosta su due fix e cordone.
Discesa: seguire la traccia in lieve discesa e poi in salita con facili passi di arrampicata fino ai prati sommitali (tenete il casco se non volete fare come me, che ho preso una testata fenomenale contro una roccia sporgente, irrorando di sangue capelli, fazzoletto e quant'altro!). Poco prima della vetta, traversare un canale a destra sotto delle rocce nere, scendendo e risalendo dalla parte opposta (ovviamente, si può salire in vetta e ridiscendere se il canale non vi ispira fiducia...). Scendere ora lungo i prati sulla sinistra (versante E) fino a dei fienili, oltre cui si tiene la destra fino ad un altro fienile. Seguire la traccia alla sua sinistra che aggira la parete e riporta al bivio con ometto.