venerdì 28 agosto 2015

Marche au supplice

Edo sul 1° tiro.
Sul 2° tiro.
Sul 4 tiro.
Edo sul 5° tiro.
Sul 6° tiro.
Edo sul 9° tiro.
Tracciato della via.
Monte Pelvoux
Parete E


Dopo le Dolomiti, cosa di meglio di un po' di arrampicata su granito, magari anche un po' plaisir per cambiare? E quindi, via in Francia, alla scoperta della tanto decantata zona di Briançon, tra un'arrampicata, un tuffo nella piscina del campeggio e qualche maldestro tentativo di resuscitare il mio già pessimo francese, non più parlato (si fa per dire...) da una decina di anni. Il mio cuore continuerà a battere per i monti pallidi, ma oltre confine c'è un intero mondo da scoprire!
Accesso: si raggiunge la Vallouise e si risale la valle fino alla frazione di Ailefroide, dove vi è un parcheggio non troppo grande sulla sinistra. Si prosegue a piedi e, subito dopo la prima curva a destra della strada, si prende uno sterrato sulla sinistra, si attraversano un paio di torrentelli e si prosegue. Si oltrepassa un altro torrente e poco dopo si prende una deviazione sulla sinistra (ometto). Il sentiero attraversa una zona di massi (ometti) e poi si biforca. Si tiene la sinistra e si risale, in vista della parete, fino alla base della larga spaccatura obliqua dove parte la via (fix visibili). Poco a destra, la solita bandiera francese dal sapore (per me) un po' sciovinista.
Relazione: via molto bella che risale le placche del contrafforte E del monte Pelvoux, non disdegnando qualche passaggio più verticale. Percorso sempre ovvio e ben indicato dalle protezioni, sempre ottime a fix: portare solo rinvii ed il necessario per le calate. Le soste sono attrezzate con due fix e qualche vecchio cordone (no catena e maglia-rapida o anello di calata a parte la sosta finale). I gradi indicati nella nostra guida erano decisamente esagerati in molti tiri; l'obbligato è sul 6a ed il tempo necessario si aggira sulle cinque ore. Questa la mia valutazione dei tiri:
1° tiro: salire i gradoni, rimontare una paretina e spostarsi a destra per placche fino alla sosta. 30m, 5c; sette fix.
2° tiro: a destra della sosta a risalire un muretto per poi proseguire facilmente ancora verso destra. 20-25m, 6c (o 6a e A0); nove fix.
3° tiro: per facile placca a destra della sosta. 20m, 5a; quattro fix.
4° tiro: dritti fino ad un muretto fessurato che si supera per proseguire in placca. 20m, 5c; nove fix.
5° tiro: ancora per placca e breve muretto. 30m, 5c; otto fix.
6° tiro: continuare lungo la placca fino alla cengia e sostare in corrispondenza di un albero. 35m, 6a+ (passo iniziale) e 5c; undici fix.
7° tiro: proseguire lungo la cengia, superare un tratto terroso e la placca successiva fino alla sosta. 35m, 5b; sette fix.
8° tiro: passo iniziale sbilanciante seguito da traverso più facile. 25m, 6a+ (passo iniziale) e 6a; dieci fix.
9° tiro: verso destra a prendere un bel pilastro che si risale fino alla sosta. 25m, 6b; otto fix.
10° tiro: traversare a sinistra per pochi metri e salire la placca (un passo delicato). 15m, 6a+; cinque fix.
11° tiro: per gradoni e rocce finali fino alla cima del pilastro. 35m, 5b; sette fix.
Discesa: in doppia dalla via (necessarie due mezze corde). La prima calata porta a sinistra della decima sosta, la seconda a sinistra dell'ottava. Nella terza calata, saltare una sosta su un'esile cengia con mugo e proseguire fino alla sosta su fix. La quarta calata porta ad uno zoccolo di rocce rotte dove si trova l'ultima sosta di calata (un po' a sinistra, faccia a monte, rispetto alla verticale di calata) che deposita alla base. È possibile anche scendere a piedi lungo il sentiero che si stacca dall'ultima sosta.

mercoledì 19 agosto 2015

Soldà

Raffaele alla partenza del 2° tiro.
Sempre lui sul 6° tiro.
Sul 7° tiro.
Sull'11° tiro.
Raffaele all'uscita della via.
La calata nel vuoto.
Tracciato della via.
La "firma" della cordata sul libro del rif. Vicenza.
Prima torre del Sassopiatto
Parete NE


Cosa fare dopo la salita al Salame se non la Soldà alla prima torre del Sassopiatto? L'unico problemino sono le nostre condizioni quando rientriamo dalla Comici dopo innumerevoli scivolate nel ghiaione di discesa: uno sfoggia una mano dolorante, l'altro un piede gonfio! Terminiamo quindi una cena da gourmand e ci cacciamo a letto presto, confidando nelle virtù taumaturgiche del canonico grappino, che invero funzionano solo a metà, nel senso che il giorno dopo faccio i primi due tiri con la sensazione che il piede destro stia rotolando a valle ad ogni passo. Poi le cose migliorano e ci ritroviamo in cima e, stavolta senza danni, di nuovo al rifugio, a firmare la salita come il giorno prima: "CAI BG - PoliMI". Bisognerà proprio crearlo, un gruppo alpinistico al Politecnico!
Accesso: dal rif. Vicenza (ci si arriva da passo Sella con la cabinovia per il rif. Demetz o da S. Cristina con il sentiero 525, anche qui con possibilità di usare una funivia per abbreviare il percorso) si prende il sentiero per la ferrata del Sassopiatto (subito dietro il rifugio), salendo fino ad un ghiaione all'altezza della base della Torre del Sassopiatto (ben visibile sulla destra). Si attraversa verso destra senza percorso obbligato fino alla parete. L'attacco è appena a sinistra di un muro giallastro, in una specie di larga nicchia. 15' dal rifugio.
Relazione: la via risale la parete NE della Torre sfruttandone i punti deboli con geniale intuizione e con difficoltà contenute (tre tiri impegnativi; passaggio di VI obbligato nel 6° tiro), ma con chiodatura essenziale. Portare friend fino al 3BD per integrare. Rispetto alla relazione riportata sulla guida di M. Bernardi, alcune soste (3a, 4a e 5a) sono state spostate e sistemate (chiunque sia stato: grazie). Calcolare 4h e mezza circa.
1° tiro: salire sul bordo destro della nicchia ed uscirne sulla destra (oppure salire direttamente dritti partendo poco più a destra), spostarsi a sinistra sulla placca nera e salire spostandosi verso destra fino ad una terrazza. 40m, IV, V, V+; due chiodi + due collegati. Sosta su due chiodi.
2° tiro: traversare verso sinistra, salire un muretto verticale e spostarsi a destra (oltre la sosta di partenza) fino ad un terrazzino dove si sosta. 25m, VI-, V+, V, IV; due chiodi (uno con cordone penzolante). Sosta su due chiodi.
3° tiro: sopra la sosta a superare un breve tetto, poi spostarsi verso destra fino ad una terrazza di sosta. 20m, V+ (un passo), IV; un chiodo. Sosta su due chiodi con cordone.
4° tiro: a destra della sosta a salire una zona di rocce facili (appena a destra dello spigolo si nota la nicchia della sosta originaria) fino alla sosta su un terrazzino. 50m, IV. Sosta su due chiodi e cordone.
5° tiro: ancora dritti fino ad uscire su una rampa erbosa, superarla (attenzione ai sassi), salire un muretto e portarsi sulla sinistra dove si sosta. 35m, III, IV; un chiodo. Sosta su chiodo e clessidra con cordone.
6° tiro: in obliquo a sinistra a puntare ad una fessura giallastra, salirla e continuare per una specie di diedro-caminetto fino ad una nicchia. 30m, III, V+, VI, V; due chiodi. Sosta su clessidra.
7° tiro: alzarsi a sinistra della sosta e salire per una rampa verso destra fino ad una grande nicchia. 25m, IV+, III, I. Sosta su enorme clessidra nella nicchia.
8° tiro: uscire a destra dalla nicchia, salire traversando sempre verso destra superando un canale, a prendere una rampa erbosa. NON continuare sulla rampa fino allo spigolo, ma salire verso sinistra per roccette fino alla sosta. 30m, I, V, III, IV. Sosta su due chiodi.
9° tiro: salire il muretto a sinistra della sosta e giungere ad una prima nicchia, superare una paretina ancora verso sinistra fino ad una seconda nicchia. 20m, V (un passo), IV; un chiodo. Sosta su clessidra alla sinistra della nicchia.
10° tiro: a sinistra della nicchia a risalire il caminetto fino ad un gradino sotto lo strapiombo. 25m, IV-. Sosta su clessidra.
11° tiro: a destra della sosta a salire un caminetto di roccia gialla (meno friabile di quanto sembri). Giunti su un primo terrazzo si può continuare ancora per un paio di metri lungo il camino oppure spostarsi a destra ed uscire su paretina. Si percorre quindi una rampa erbosa, si ignora un primo spuntone leggermente in basso a destra e si sosta su un secondo spuntone, alla destra di una grande nicchia nera. 50m, V-, III+, I. Sosta su spuntone.
12° tiro: su per la paretina di fronte, poi si continua su rocce facili fino ad un pilastrino. 40m, IV, III+. Sosta su clessidra.
Da qui si continua per un'ottantina di metri circa in conserva fino al colletto appena sotto la vetta. I e II. Sosta su spuntone.
Discesa: si scende verso sinistra (rispetto alla direzione di salita) fino ad un ancoraggio sulla destra da cui ci si cala nel canale. Ora si scende nel canale cercando il lato migliore fino ad un secondo ancoraggio: con due calate da 50 e 25m si arriva dove il canale si allarga. Si scende ora sulla destra facendo molta attenzione (terreno friabile all'apparenza interessato da una frana recente) fino ad un terreno più facile, raggiungendo un grande salto all'altezza di un grosso masso incastrato. Si scende pochi metri (facile, ma esposto) e sotto il masso si trova un ancoraggio. Scendere ancora pochi metri sulla sinistra (eventualmente con una breve calata) ad un secondo, migliore, ancoraggio da cui ci si cala nel vuoto (50m) sino al ghiaione terminale che si discende fino al sentiero di partenza. Un'ora e mezza circa.

domenica 16 agosto 2015

Comici

Raffaele sul 1° tiro.
Sul 2° tiro.
Sul 4° tiro.
Raffaele in scioltezza sul 5° tiro.
Sul 6° tiro.
Raffaele sul 7° tiro.
Raffaele sull'ultimo tiro.
Foto di vetta.
Tracciato della via.
Salame del Sassolungo
Parete NE


Forse una delle vie più famose delle Dolomiti, l'ultima via di Emilio Comici, aperta un paio di mesi prima del banale incidente di Vallunga. Una via a cui è legato anche il nome di Ercole Esposito Ruchin, che morirà insieme ai compagni nel tentativo di prima ripetizione. 350 metri quasi tutti in assoluta verticalità e massima esposizione, una linea incredibile da salire con il vuoto alle spalle! E, fatto ancor più incredibile, con difficoltà che toccano il VI solo in un paio di punti. Da non perdere assolutamente!
Accesso: noi ci trovavamo già al rif. Vicenza e quella è stata la nostra base di partenza. Da qui si segue il sentiero n. 526 (che porta al rif. Comici e a passo Sella) fino ad arrivare in vista del Salame. Si prosegue lungo il sentiero fino ad una zona con massi, in corrispondenza dello sbocco del canale che proviene dal Salame. Qui si sale seguendo una vaga traccia, poi quando il canale è ostruito da neve si continua in arrampicata sulla facile ma un po' sporca parete di destra (radi ometti) portandosi sotto la parete del Salame. Si sale ora il facile canale sulla sinistra fin sotto ad un masso incastrato. Le relazioni dicono di risalirlo sulla sinistra; in realtà noi siamo passati sotto il masso e lo abbiamo rimontato sul lato destro (spalle al Salame) in spaccata su grosse prese. Sosta di partenza su due chiodi e cordini. Un'ora e mezza dal rifugio.
Relazione: La via risale la parete N del Salame tra fessure e piccoli tetti, con qualche passaggio tra placche e camini. Il percorso è sempre piuttosto logico, con solo un paio di punti in cui fare attenzione. Inoltre, i tiri si possono modulare con un poco di discrezione, soprattutto nella parte alta, poiché in via o nelle vicinanze esistono diverse soste possibili e diverse varianti alla linea originale. La via è sufficientemente chiodata, ma richiede protezioni veloci per integrare (fino al 3BD). Inoltre, alcuni chiodi di sosta (e di via) non sono proprio esaltanti; valutate voi se portarvi un martello per ribatterli. La parete è piuttosto freddina, ma la roccia è ottima. Contare circa cinque ore per la via.
1° tiro: verso destra a superare un passo delicato, poi in obliquo sempre a destra fino alla sosta; 35m, V+, IV, due chiodi. Sosta su tre chiodi con cordone.
2° tiro: a destra della sosta a salire una fessura che porta sotto un piccolo tetto. Superarlo e proseguire su roccia più facile fino alla sosta; 30m, V+, VI (o A0), IV+, tre chiodi. Sosta su due chiodi (uno un po' malandato).
3° tiro: superare un saltino e continuare lungo la fessura, spostandosi prima a destra e poi a sinistra fino alla sosta; 30m, V-, IV, un chiodo. Sosta su un chiodo + una clessidra.
4° tiro: a sinistra della sosta a prendere una fessura che si segue fino alla sosta; 40m, V, tre chiodi. Sosta su due chiodi e una clessidra. A sinistra della fessura si nota una possibile sosta intermedia.
5° tiro: salire in verticale, poi spostarsi lievemente a destra e proseguire fin sotto il tetto giallastro. Superarlo verso sinistra e raggiungere la sosta posta poco dopo; 25m, V, VI+ (o A0), dieci chiodi. Sosta su tre chiodi con cordone.
6° tiro: salire la fessura sopra la sosta e, dove finisce, traversare verso sinistra fino alla nicchia; 35m, V+, IV+, cinque chiodi, una sosta intermedia. Sosta su tre chiodi con cordone. Il traverso non è difficile, ma esposto e improteggibile; l'unico chiodo presente era ad altezza-piede e quindi inutilizzabile. Forse io sono stato un po' troppo alto; fate attenzione. Nella nicchia dovrebbe esserci il libro di via, ma io ero talmente stordito che non sono riuscito a vederlo!
7° tiro: salire a destra della sosta per qualche metro, poi (circa all'altezza del 2° chiodo) traversare verso destra abbassandosi un poco (un passo delicato) fino ad un pulpitino (possibile sosta). Il mio socio ha invece proseguito in verticale; 40m, IV+, V+, IV+, quattro chiodi. Sosta su un chiodo.
8° tiro: proseguire puntando ad una spaccatura-camino un poco a sinistra; risalirla uscendo poi sulla destra fino a raggiungere la sommità di un terrazzino; 25m, IV+, IV, due chiodi. Sosta su un chiodo.
9° tiro: abbassarsi a destra e proseguire in traverso fino ad una fessura con rocce rotte. Risalirla proseguendo poi in obliquo verso destra per una spaccatura fino alla sosta; 50m, IV, un chiodo. Sosta su un chiodo.
10° tiro: salire le facili rocce fino ad una fessura che si segue fino ad uscire dalla parete; 50m, III, IV, un chiodo. Sosta su spuntone.
11° tiro: salire le rocce terminali fino alla sommità; 35m, III. Sosta su spuntone.
Discesa: proseguire lungo la cresta e prendere una traccia sulla sinistra che si segue in discesa fino ad un ancoraggio per corda doppia (poco più sotto ce n'è un altro con un vecchio spit). Da qui una calata di 50m porta pochi metri sotto la forcella del Salame, che si raggiunge agevolmente. Si scende ora l'interminabile canalone (qualche ometto) cercando di rotolarvi il meno possibile, cosa che a noi è riuscita solo parzialmente, fino al rif. Vicenza. 1h 30' circa.

Rientrati al rifugio, al sole, davanti al libro delle salite, non potevamo non firmare la nostra ascensione con l'affiliazione: "CAI BG - PoliMI"!

sabato 15 agosto 2015

Spigolo del Pollice

Raffaele sul 4° tiro.
Sul 7° tiro.
Tracciato della via.
Punta delle Cinque Dita (Pollice) - Sassolungo
Spigolo N


Tempo di vacanze, tempo di Dolomiti! Reduce da un piovoso weekend in Valmalenco, raccolgo Raffaele per comporre la cordata degli "ingegneri Politecnici" e ci dirigiamo verso est. Un cambio di programma al volo, capolavoro di efficienza, ci dirotta dal rif. Scotoni al Vicenza in Sassolungo, che decidiamo di raggiungere da passo Sella, con una pausa al rif. Demetz per salire una via facile e veloce. Soluzione consigliata se non si è in zona e non si ama partire a notte fonda da casa. Via decisamente bella e (nel suo livello) consigliabile.
Accesso: da Passo Sella si sale al rif. Demetz alla forcella del Sassolungo, che grazie alla cabinovia che lo raggiunge (a prezzi discretamente rapinosi, soprattutto se prendete un biglietto di sola andata) si è ormai trasformato in una trattoria turistica. E infatti dietro il rifugio campeggia un cartellone che pubblicizza una serie di (peraltro ottime) guide di arrampicata in Dolomiti, con indicati i tracciati al Pollice. Si supera il cartello e ci si avvicina alla parete seguendo una traccia verso destra che porta direttamente all'attacco, a centro parete.
Relazione: via molto bella e su gradi assai abbordabili, che percorre la cresta N del Pollice sempre in grande esposizione. Consigliata per un primo approccio o se come noi avete poche ore da impiegare: la via si percorre in un paio d'orette o poco più, se su queste difficoltà non badate troppo alle protezioni (che non sono molte). Percorso sempre logico.
1° tiro: salire la placca verso destra e poi dritto fino alla cengia. 30m, III+; un chiodo. Sosta su due chiodi con cordone e maglia-rapida.
2° tiro: in conserva verso destra fino a raggiungere la base del canale che porta alla cresta. 80m, II. Sosta da allestire su spuntone. Poco sopra, contro la parete è presente una sosta su cordone che può essere utilizzata (un po' fuori via; sconsigliata).
3° tiro: salire il canale fino alla base dello spigolo e portarsi un poco a sinistra fino alla sosta. 45m, III-. Sosta su cordone su spuntone.
4° tiro: salire lo spigolo sovrastante fino ad un terrazzino. 40m, III+, IV-; un chiodo. Sosta su anello cementato.
5° tiro: spostarsi a sinistra fino ad uno spuntone, scendere sulla destra fino ad un intaglio e salire brevemente la paretina fino ad un'enorme clessidra. 30m, III, IV-. Sosta su clessidra.
6° tiro: continuare lungo lo spigolo fino ad un gradino. 50m, III+, III, un chiodo. Sosta su anello cementato e chiodo.
7° tiro: continuare lungo lo spigolo, superare una sosta intermedia e salire ad un terrazzino. 55m, III, IV (un passo); una sosta intermedia su spit e chiodo. Sosta su anello cementato. Ovviamente si può spezzare il tiro in due.
8° tiro: ancora lungo lo spigolo fino alla sommità. 30m, IV-. Sosta su due clessidre con cordino e maglia-rapida.
Discesa: dalla sosta si scende (o ci si cala) una decina di metri fino ad una seconda sosta di calata, da dove ci si cala direttamente alla forcella tra Pollice e Indice (50m). Si scende ora per un canale verso destra (faccia al Pollice) e si attraversa un tratto orizzontale sulla sinistra (faccia a valle) fino a doppiare lo spigolo. Da qui con un paio di brevi calate (o arrampicando) si raggiunge una traccia con ometti che si segue fino ad un anello di calata, da dove con due calate a corda doppia (la prima di circa 60m) si torna nei pressi del rif. Demetz. Un'ora e mezza circa.

venerdì 7 agosto 2015

Summertime

Walter sul 1° tiro.
Sul bellissimo 2° tiro.
Sul passo-chiave del 2° tiro.
Walter sul 3° tiro.
Tracciato della via (rosa). In rosso la via Bagliori a Pechino,
in azzurro la via Ruffinoni.
Seconda torre dello Zucco Pesciola (Gruppo dei Campelli)
Parete N


Rieccomi puntuale al mio appuntamento con i Campelli! Se penso a tutte le persone che vi ho portato per la prima volta e alla loro contentezza, ne ricavo ancora più soddisfazione. Invero la zona dei Campelli è l'ideale in questa estate africana, se non ci si vuole spostare di molto e si cerca un posto fresco, per non dire freddo. La meta di oggi è Summertime, che avevo sbirciato qualche settimana fa, impegnato sulla vicina Bagliori a Pechino. Il gruppo dei Campelli non ha deluso nemmeno stavolta, ed abbiamo anche beneficiato delle foto che Ivan, dalla vicina Bramani-Fasana, ci ha fatto: moltissime grazie; sembriamo quasi degli alpinisti veri!
Accesso: si raggiungono i pressi del rif. Lecco dalla stazione della funivia dei Piani di Bobbio o da Ceresole di Valtorta e si segue lo sterrato che sale nel vallone dei camosci. Si prende la prima deviazione a destra procedendo in piano e si prende una delle tracce che salgono verso destra puntando alla seconda o terza torre. Ci si sposta a destra del canale che separa le due torri di Pesciola dove si nota una specie di facile canale dov'è l'attacco della via (in comune con Giovani marmotte). Fittoni visibili.
Relazione: via breve ma molto bella, con due tiri impegnativi (l'obbligato è un passo di 5c sul 2° tiro), che sale per placche e strapiombi la torre di Pesciola. Chiodatura ottima e sosta attrezzate con due fix e catena con anello di calata. Portare solo rinvii.
1° tiro: salire lo spigolino e spostarsi verso destra ad una cengia dove si sosta. 40m, 4a; quattro fix.
2° tiro: in verticale sopra la sosta fino ad una terrazza. 30m, 6a+; dodici fix, due chiodi. Tiro bellissimo di movimento.
3° tiro: salire lungo la bella fessura fino ad una cengia. 30m, 6a (passo); sette fix, un chiodo.
4° tiro: salire a sinistra della sosta, attraversare a destra e salire a superare lo strapiombo lievemente sulla sinistra, per poi proseguire su facili rocce fino alla sosta. 15m, 6b; sei fix, un chiodo.
Discesa: in doppia dalla via (attenzione ai minchioni che buttano sassi passando sulla sovrastante cresta Ongania). In alternativa, si può ovviamente seguire tale cresta per tornare al rif. Lecco o proseguire fino alla cima del Pesciola.

giovedì 6 agosto 2015

Oliver + I birraioli

Edo sul 2° tiro di Oliver.
Sul 3° tiro di Oliver.
Edo sul 1° tiro de I birraioli.
Sul 2° tiro de I birraioli.
Tracciati delle vie I birraioli (rosso) e Oliver
(arancio). In mezzo la via Nuova ossessione.
Placche di Pian - Bec Cormoney
Parete NE


Dopo la puntata dello scorso novembre, torno a visitare queste belle placche, complice una giornata in cui dovrebbe versare acqua ovunque tranne che in Valle d'Aosta, dov'è previsto cielo nuvoloso e un abbassamento delle temperature. Sole cocente e cielo blu sono quello che troviamo, a testimonianza dell'affidabilità delle previsioni meteo. Decisamente da evitare in queste condizioni, le placche sono ideali per le mezze stagioni e regalano un'arrampicata divertente e non impegnativa. Senza contare che forniscono l'occasione per la consueta spesa enogastronomica al rientro...
Accesso: Si raggiunge il paese di Donnas (uscita Pont Saint Martin della A5) e poco prima del centro si prende il sottopasso ferroviario a sinistra seguendo le indicazioni per la frazione Outrefer. Si parcheggia prima del paese, al termine della strada, si entra in paese per svoltare poco dopo a sinistra (freccia gialla) ed imboccare il bel sentiero che risale la valle del Fer (segnavia 5 e 5A). La mulattiera porta prima al bivio per la via Neri Camilla e, proseguendo su segnavia 5A, ad un pilone dell'ENEL e a delle baite (Pian Bosonin). Si continua fino ad un secondo pilone della linea elettrica e, al successivo tornante verso destra, si lascia il largo sentiero per prendere a sinistra (indicazioni P.P.). Il sentiero (bolli rossi e strisce gialle) scende verso il torrente (attenzione dopo le piogge!) dove vi è una scritta rossa su masso ("I birraioli" e "Oliver" accompagnate da due frecce). Si attraversa il torrente (bolli) e un paio di metri a destra si nota il primo spit di Oliver. Per I birraioli, si prosegue sul sentierino verso sinistra dopo l'attacco di Oliver fino ad una pianta, indi si sale ad una terrazza dove partono gli spit (scritta poco leggibile alla base). Un'oretta circa dal parcheggio.
Relazione (Oliver): via tranquilla su placca, ben protetta e divertente. Soste attrezzate con due fix e catena con anello di calata.
1° tiro: salire dritti la placca. 25m, 4a; sei fix.
2° tiro: salire inizialmente verso destra per poi rientrare. 30m, 4c; sette fix.
3° tiro: verso sinistra a seguire uno spigolino che si rimonta per salire una breve placca che reca alla sosta su un terrazzino. 35m, passo di 6a; dodici fix. A sinistra si nota la seconda sosta di Nuova ossessione.
4° tiro: si sale la placca sopra la sosta. 40-45m, 5a; nove fix.
5° tiro: a destra della sosta a superare uno spigolino e proseguire per placca. 50m, 4c; nove fix.
Discesa: in doppia sulla via.
Relazione (I birraioli): più interessante della precedente, include qualche passo su muretti a condimento delle placche. Anche qui, percorso ovvio, protezioni buone e soste attrezzate.
1° tiro: dritti lungo la placca, si supera un primo gradino e un secondo appena prima della sosta. 45m, passo di 5c; dodici fix.
2° tiro: si supera un breve tratto con vegetazione e un saltino, si sale per placca delicata ad un secondo muretto e si prosegue per placca fino alla sosta. 40m, 6a; nove fix.
3° tiro: salire le placche fino ad una cengia e sostare poco dopo. 40m, 5a; undici fix.
4° tiro: ancora per placche inframmezzate da un muretto. 30m, 5a; dieci fix.
5° tiro: salire ad muretto con venature e proseguire per placca. 40m, 5a; otto fix.
Discesa: in doppia sulla via.