mercoledì 23 dicembre 2015

Sette muri (con attacco su Orfeo)

Teo sul 1° tiro.
Sul 2° tiro.
Teo sul 4° tiro.
Sul 5° tiro.
Sul traverso del 9° tiro.
Teo sul 9° tiro.
Teo sul 10° tiro. La corda sulla destra è quella dei
simpatici spaccamontagne.
Parete S. Paolo - Valle del Sarca
Parete SE


Arco, parete S. Paolo. Siamo al secondo tiro della via Orfeo. Andiamo senza fretta – l'allenamento non è al massimo in questi giorni – quando sulla strada sottostante si materializzano due figuri che ci intimano: "Scendete perché tra due ore buttiamo dei sassi sulla via!". L'ipotesi che si tratti di uno scherzo si dilegua quando ci sentiamo ripetere l'incredibile diktat, mentre assaporo l'idea di prevenirli prendendoli prima io a sassate dalla sosta; poi qualche milione di anni di evoluzione umana si fa sentire e mi limito ad inviargli un apprezzamento irriferibile. I bravi di manzoniana memoria, impegnati nell'apertura e pulizia di una via sopra di noi e incuranti del prossimo, si dileguano senz'altra cura: questa via non s'ha da fare!
Che si fa? Dopo breve conciliabolo, stabilito che non c'è possibilità di dialogo e che l'acume (si fa per dire) dei nostri interlocutori (si fa per scherzare) gli impedisce di concepire di stare compiendo una prevaricazione ingiustificabile, decidiamo di cambiare via, approfittando del fatto che una decina di metri sulla destra ne corre un'altra, sottratta alla furia degli spaccamontagne. Il piacere dell'arrampicata ci è stato comunque sottratto dalle scariche di sassi che si sono effettivamente susseguite per tutta la giornata a poco più di una decina di metri da noi.
Ora, la faccenda è senza importanza, ma poiché io sono il solito petulante rompiscatole, vorrei porre alcune questioni: di chi sono le pareti di arrampicata? Chi ha il diritto di scacciare da una via una cordata che la sta percorrendo? Chi apre una via (lavoro meritorio) scaricando materiale non dovrebbe evitare di farlo quando la parete è frequentata? E se proprio si vuole perseguire quest'idea perniciosa, non sarebbe stato non dico educato, che forse è chieder troppo, ma almeno intelligente mettere un avviso alla base della via? Se fossimo stati nascosti dalla vegetazione o se un'altra cordata avesse attaccato la via dopo il passaggio dell'improbabile ronda, cosa sarebbe successo?
Accesso: da Arco si prende la strada che costeggia i Colodri e si raggiunge la cappelletta di fronte al bar-pizzeria La lanterna (parcheggio più avanti sulla strada). Si segue indi il sentiero che sale verso destra, per piegare poco dopo a sinistra per una traccia (ometto) che in breve porta sotto la parete. Si prosegue ora verso sinistra fino all'attacco di "Sette muri" (scritta). Poco dopo si nota una piccola scritta blu "orfeo" con un'altrettanto piccola freccia; si risale il pulpitino (corda fissa) e si giunge in breve all'attacco (ulteriore scritta).
Relazione: la nostra combinazione si rivela abbastanza interessante, unendo i tiri più impegnativi di Orfeo con quelli di Sette muri. Le protezioni sono buone, su fix e cordoni con qualche chiodo, tranne che sul primo tiro di Orfeo, dove sono necessari friend fino al 3BD per proteggere la fessura obliqua. Tutte le soste sono su due fix (uno con anello) tranne ove indicato.
1° tiro (Orfeo): si salgono le facili rocce verso destra per piegare a sinistra su una terrazza. Si sale brevemente e, con uno spostamento delicato verso destra, si guadagna l'inizio di una fessura obliqua verso destra che si segue fino alla sosta. 40m, IV, VI; un fix, quattro cordoni in clessidra.
2° tiro (Orfeo): sopra la sosta a percorrere un bel traverso a sinistra per poi superare un breve muretto e raggiungere la sosta per rocce più facili. 25m, VI-, un fix, un chiodo, cinque cordoni in clessidra.
3° tiro (collegamento): attraversare verso destra in lieve discesa tra la vegetazione fino alla quarta sosta di Sette muri. 15m, II. Da qui in poi abbiamo seguito questa via.
4° tiro: salire fin sotto al tetto e spostarsi verso destra a seguire una fessura inclinata; uscire poi a sinistra e raggiungere la sosta. 25-30m, V+, VI; due fix, un chiodo, due cordoni in clessidra. Sosta su albero con cordone. Tiro molto bello.
5° tiro: a sinistra della sosta a risalire una zona di rocce grigie. 50m, V, V+; tre fix, due chiodi, tre cordoni in clessidra.
6° tiro: a sinistra della sosta a risalire un muretto, per proseguire poi su un pilastro con un passo non banale oltre cui le difficoltà calano. 45m, VI, VI+; cinque fix, due chiodi, tre cordoni in clessidra.
7° tiro: attraversare verso sinistra in lieve discesa, facendo attenzione a non scivolare sulle numerose foglie; 20m, I.
8° tiro: spostarsi a sinistra della sosta restando bassi, superare un breve muretto oltre il quale si prosegue su facile terreno fino alla sosta. 25m, V+, I; due fix, un cordone in clessidra, un cordone incastrato con nodo. Sosta su chiodo e fix con cordone.
9° tiro: finale sportivo della via (con gradazione di conseguenza): si sale il muretto verticale e si supera un lieve strapiombo per iniziare un bel traverso a sinistra fino alla sosta. 25m, 6a+/6b, 6a; cinque fix (tre con cordone penzolante), un cordone in clessidra. Sosta su due fix. Tiro fantastico con un paio di passi obbligati in traverso per giungere all'ultima protezione.
10° tiro: salire tenendo la sinistra fino all'altezza dello spigolo, che si risale giungendo al termine della via. 25m, 5c, 6a; sei fix. Sosta su due fix su due facce del masso di sosta.
Discesa: dalla sosta si segue la traccia verso destra che porta ad una mulattiera da seguire ancora a destra. Ad un evidente bivio conviene prendere la scorciatoia sulla destra (sassi lisciati da secoli di passaggio) che riporta sulla strada ed in breve all'auto.

sabato 5 dicembre 2015

Torta morbida di cioccolato e castagne

È tempo di castagne! Cioè, siamo già abbondantemente oltre, ma dovete fare la tara all'endemico ritardo che affligge i miei già sporadici aggiornamenti. E visto che le mie preferenze dolciarie virano inesorabilmente verso il cioccolato, cosa meglio dell'unione di questi ingredienti per riprendere dimestichezza dopo un po' di tempo? Qui parliamo di una torta morbida, anche se a livello teorico non ho ben capito cosa determini la morbidezza di una base, se la proporzione di uova e zucchero, il modo in cui sono aggiunti gli ingredienti o tutto insieme. Ma non importa; alla fine basta seguire la ricetta! Preparazione banalissima come sempre, ma risultato assicurato.

Ingredienti:
  • castagne: 300-350 g
  • cioccolato fondente: 350 g
  • zucchero: 310 g
  • burro: 180 g
  • farina: 40 g + infarinatura stampo
  • uova: 5
  • aroma di vaniglia (fialetta)
  • sale
Preparazione:
  • togliete la buccia alle castagne, quindi immergetele in acqua bollente per togliere la pellicina;
  • Lessate le castagne per 45' in un pentolino con acqua, la fialetta di vaniglia, un pizzico di sale e 150 g di zucchero. Al termine, lasciate raffreddare. Non mettete troppa acqua una volta che le castagne sono coperte, in modo che si formi uno sciroppo non troppo liquido (Fig. 1);
  • Sciogliete a bagnomaria il cioccolato fondente spezzettato con l'aggiunta di 160 g di burro e altrettanti di zucchero. Lasciate poi raffreddare l'impasto mescolandolo ben bene;
  • rompete le uova e separate tuorli ed albumi. Unite i tuorli e 40 g di farina all'impasto e mescolate;
  • Montate a neve gli albumi con un pizzico di sale ed uniteli all'impasto, amalgamandoli per bene;
  • Imburrate e infarinate lo stampo o rivestitelo di carta da forno, o fate entrambe le cose come me, e versatevi l'impasto. Quindi pescate le castagne dallo sciroppo, sgocciolatele (ma non troppo) ed infilatele nell'impasto (Fig. 2)
  • Cuocete in forno a 180° per 45' circa e fate raffreddare (Fig. 3)
Le castagne fanno un bel contrasto con la morbidezza dell'impasto ed il risultato è assai piacevole, anche se nel mio caso sono risultate un poco durette. Può essere che questo sia dovuto al fatto che le avevo lasciate ad aspettare un poco prima di utilizzarle in questo dolce. La prossima volta aumenterò un poco il tempo di lessatura e riferirò...

Nota: fuori stagione è possibile utilizzare castagne secche. Io ho provato con quelle morbide (non avevo tempo di lasciar rinvenire le altre in acqua) ed il risultato non è stato così diverso rispetto all'uso di castagne fresche. Servono però due accorgimenti: le castagne secche perdono peso, quindi direi di utilizzarne circa 150-200 g. Inoltre, non serve lessarle a lungo. Io ho preparato lo sciroppo alla vaniglia lasciandolo restringere e vi ho immerso le castagne per una decina di minuti circa.