domenica 18 settembre 2016

Specchio delle mie brame + Freedom

Sul 1° tiro dello Specchio.
Edo sul 2° tiro.
Sul 3° tiro.
Edo sul 4° tiro.
Sul 4° tiro.
Edo sul 1° tiro di Freedom.
Edo sul 2° tiro.
Tracciati delle vie. Azzurro = Specchio delle mie brame,
arancio = Freedom, rosso = Fenomenologia dello spirito.


Pinnacle - Agaro
Parete S


Agaro, un anno dopo. Nel 2015 avevo salito la bellissima Fenomenologia dello spirito, ma ora l'allenamento è sotto le scarpe ed è saggio andare ad esplorare le vie più tranquille della parete, lasciarsi trasportare sulle magnifiche placche in puro stile plaisir mentre si accarezza l'inusuale roccia nerastra. Ci sarà tempo per tornare a corteggiare le altre vie più severe...
Accesso: si raggiunge Domodossola tramite la A26, si esce dalla superstrada seguendo per Crodo e si continua verso Croveo (indicazioni Devero). Si prosegue sulla strada raggiungendo la frazione Goglio, si attraversa il torrente e si curva a destra al bivio successivo (indicazione Ausone-Agaro). Si segue la strada (sterrata nel tratto finale, dopo la frazione di Ausone)  fino all'imbocco della galleria di servizio della diga ove ci sono pochi (5-6) posti-auto e si percorre la fresca galleria (1,5 km; interruttore della luce all'inizio) trovandosi al cospetto della diga. È possibile anche attraversare la galleria in auto senza problemi, a meno che non abbiate un SUV, e parcheggiare subito dopo (10-15 posti-auto). Si sale alla diga e si costeggia il lago puntando alle evidenti pareti nerastre. All'altezza di uno scarico d'acqua si sale verso sinistra fino ad un ometto, ove si prende ancora a sinistra a raggiungere la base della parete. Ci si sposta quindi verso destra fino ai fix di Buon compleanno e di Freedom (scritte alla base). Si continua fino a scendere per poche decine di metri all'attacco di Specchio delle mie brame (scritta specchio... alla base). Se percorrete entrambe le vie, consiglio di "scaldarvi" su Specchio e poi passare a Freedom, un poco più impegnativa.
Relazione (Specchio delle mie brame): la via più facile della parete, e quindi la più frequentata, regala una bellissima salita su roccia nerastra (micascisti? Calcescisti?) con tacche e buchi che premiano il movimento, mai sul verticale a parte qualche breve muretto e senza richiedere sforzo fisico. Chiodatura ottima a fix, solo lievemente allungata nei tratti meno difficili (e sul 5° tiro, nei tratti dove si "cammina"). Portare solo rinvii. Soste su due fix con catena (un anello aperto!) ed anello di calata.
Le relazioni "ufficiali" mi paiono un po' generose per quanto riguarda i gradi; ho un po' ritoccato qua e là...
1° tiro: salire la placca con qualche tratto verticale, spostandosi lievemente a sinistra per poi rientrare alla sosta. 35m, un paio di passi di 6a; undici fix.
2° tiro: proseguire a destra della sosta lungo la placca. 30m, 5b; dieci fix.
3° tiro: ancora dritto per placca, poi breve saltino fessurato (non stare troppo a sinistra) e sosta. 40m, 5b; dodici fix.
4° tiro: salire tenendo la destra fino alla sosta. 40m, 5a; dieci fix. Molto bello e divertente.
5° tiro: salire pochi metri, proseguire quasi in piano e superare un facile muretto. 25m, 4c; tre fix.
6° tiro: per placche ad un risalto che porta alla sosta finale. 25m, 4c; sette fix.
Discesa: in corda doppia sulla via. Se usate due mezze corde da 60m potete risparmiare due calate saltando la quinta e la prima sosta.
Relazione (Freedom): via dal carattere analogo alla precedente, solo con difficoltà lievemente maggiori. Molto bella e consigliabile anche questa.
1° tiro: salire la placca, spostarsi verso sinistra e salire tenendo un poco a destra con un paio di passi delicati ottimamente protetti. 30m, 6a/6a+; dodici fix.
2° tiro: a destra della sosta a salire un breve diedro a destra di un altro diedro erboso, per proseguire poi su placca e diedrino fino a rocce lavorate sotto il tetto, dove si attraversa a sinistra alla sosta. 30m, 6a/6a+; tredici fix (uno con cordino).
3° tiro: passo iniziale non banalissimo per salire ad un appoggio, poi più facile per muretto e placca. Attenzione ad un paio di scaglie dall'aspetto decisamente poso affidabile. 30m, 6a (forse 6a+ il passo iniziale); otto fix.
4° tiro: a destra della sosta a risalire per facili rocce un vago diedro fino al terrazzo dove si trova la sosta. 35m, 3c; sei fix.
5° tiro: salire ancora verso destra su facile placca. 35m, 4c; sei fix. Noi abbiamo unito 4° e 5° tiro facendo qualche passo in conserva, vista la difficoltà e la buona chiodatura; non so se consigliarlo...
6° tiro: salire il divertente muretto ed uscire per un breve strapiombo su buone prese. 35m, 5b; undici fix.
Discesa: in doppia sulla via. Se usate due mezze corde da 60m potete cavarvela con tre calate. In questo caso, rinviate la seconda calata per evitare di scivolare e finire sotto il tetto, con conseguente risalita su corda (e fate i nodi alla fine delle corde; la calata è da 60m!). Eventualmente ci si può fermare alla sosta di Buon compleanno che è qualche metro sopra e a sinistra (faccia a monte).

mercoledì 7 settembre 2016

Orizzonti di gloria

Daniela sul 1° tiro.
Fabio sul 2° tiro.
Daniela sul 3° tiro.
Fabio sul 4° tiro.
Daniela sul 6° tiro.
A fine via.
Tracciato della via (azzurro). In rosso la via Vonbank.
Piccolo Lagazuoi
Parete S


Relazione tardiva di un weekend di ferragosto in Dolomiti, tra passo Falzarego e la cucina del rifugio Dibona. Si inizia con una via moderna, la seconda che ripeto tra quelle aperte da Galvagni in Dolomiti dopo Ludomania, e devo dire che anche questa non delude: salita divertente e varia, con chiodatura sicura anche se non troppo ravvicinata. Chi ha detto che in Dolomiti esistono solo le vie classiche?
Accesso: da passo Falzarego, al parcheggio della funivia del Lagazuoi, si segue il sentiero che risale la pista da sci per prendere poco dopo a sinistra il sentiero dei Kaiserjaeger (indicazione). Lo si segue fino a giungere quasi all'altezza dell'evidente ghiaione erboso di foggia triangolare che marca la parte sinistra della parete, dove sale la via Vonbank. Si lascia il sentiero e si punta alla placca nerastra più a destra del ghiaione triangolare, subito a destra di una larga fessura-camino. Scritta alla base.
Relazione: via molto bella che risale la parete per placche e muretti. Protezioni a fix ottime nei tratti impegnativi, ma più distanziate dove le difficoltà calano; comunque tali da non rendere necessario l'uso di friend. Roccia ottima, con qualche cengia detritica a cui prestare attenzione.
1° tiro: salire il muretto in corrispondenza di una colata nera, giungendo ad un ripiano. Ci si sposta un poco sulla destra e si prosegue su una bella placca fino alla sosta. 35m, 5a; tre spit, un chiodo. Sosta su due fix e cordino.
2° tiro: salire a sinistra della sosta fin sotto ad un tetto, dove si traversa a destra e si supera un passo delicato per giungere ad una placca verticale che si risale fino alla sosta su una cengia (ignorare una sosta intermedia di calata). Sosta su due fix e cordone. 40m, 5c, 5a; dieci fix, un chiodo.
3° tiro: partire poco a destra della sosta per portarsi prima sulla sinistra e nuovamente verso destra; un breve muretto reca alla sosta. Sosta su due fix. 35m, 5a; sei fix, un chiodo. I vecchi cordini in clessidra che si vedono sulla destra sono relativi alla via Cip & Co., e possono costituire una variante (V) al tiro.
4° tiro: salire la placca tenendo lievemente la destra fino a giungere ad una cengia sotto una parete. Seguire la cengia verso destra, ignorando la prima sosta sotto un diedro per fermarsi a quella successiva poco dopo. Sosta su due fix. 35m, 4c; tre fix, una sosta intermedia.
5° tiro: salire la placchetta, spostarsi a sinistra e proseguire lungo lo spigolo, uscendo su facili rocce (attenzione ai sassi) che si seguono fino a giungere in corrispondenza di una parete verticale sulla destra. 50m, 5c; sette fix. Ci hanno detto che noi abbiamo probabilmente traversato a sinistra troppo in basso; se fate così, il passo è un buon 6a. In alternativa, potete seguire la fessura come indicato qui.
6° tiro: salire il muretto a destra della sosta per proseguire sulle rocce lavorate un poco più a destra fino a giungere sotto un evidente spigolo. Sosta su due fix. 55m, 5b; sei fix.
7° tiro: si salgono i primi metri per rocce lavorate, poi si attacca la placca sulla sinistra per spostarsi ancora a sinistra sullo spigolo, che si segue fino al termine delle difficoltà. Sosta su due fix. 35m, 6a (un passo); nove fix.
Discesa: si risale brevemente verso sinistra (faccia a monte) fino ad incontrare il sentiero dei Kaiserjaeger che si segue in discesa fino al punto di partenza.

domenica 4 settembre 2016

Oreste Ruffinoni

Fabio sul 1° tiro.
La 1a sosta (ne ho viste di peggiori).
Fabio all'inizio del 2° tiro.
Tracciato della via (azzurro). In rosso la via Bagliori a Pechino,
in rosa la via Summertime.
Seconda torre dello Zucco Pesciola (Gruppo dei Campelli)
Parete N


Fabio parte per il secondo tiro e immediatamente dopo sento un "Oh ooh ooooh" che accompagnano un blocco di 40 cm di diametro che si sfalda e precipita a valle, sfiorando solamente il piede del mio socio. Forti risate per sdrammatizzare il pericolo scampato e si prosegue senz'altri inconvenienti. Con questo viatico, nessuno sarà probabilmente interessato a ripetere questa via, ma sbaglierebbe: intanto, perché il blocco instabile l'abbiamo rimosso noi, insieme ad un paio d'altri. Inoltre, perché la roccia è piuttosto buona, con solo qualche passaggio da verificare. Ed infine, perché la via merita una ripetizione. Credetemi.
Accesso: si raggiungono i pressi del rif. Lecco dalla stazione della funivia dei Piani di Bobbio o da Ceresole di Valtorta e si segue lo sterrato che sale nel vallone dei camosci, a destra della pista da sci. Si prende la prima deviazione a destra procedendo in piano per seguire una traccia che sale verso destra puntando più o meno al canale tra la seconda e la terza torre di Pesciola. Giunti sulla cengia, ci si sposta a destra di detto canale, si supera l'attacco di Summertime e si continua fino all'altezza dell'evidente tetto triangolare. Si salgono ora le facili rocce fin sotto la parete, qualche metro a destra dei fittoni di Accorgimento meccanico.
Relazione: via breve ma piuttosto interessante, che risale la parete a destra del tetto triangolare. Protezioni buone a chiodi più un paio di vecchi spit sui passi più delicati del primo tiro, che non escludono l'opportunità di portarsi seco un paio di friend fino al BD2. La roccia è tutto sommato buona, ma non mancano le cenge detritiche e qualche sasso instabile. Come al solito, uso i numeri romani per i tratti con chiodatura classica e la scala francese per i tratti protetti a spit.
1° tiro: salire i primi gradoni, puntando alla placca di destra del diedro chiuso dal tetto triangolare. Salirla tenendosi sulla destra, dove si nota una fessura poco sopra. Si giunge ad un gradino e si sale una seconda placchetta, portandosi ancora a destra all'imbocco di un camino-fessura. Si sale inizialmente lo spigolo di sinistra, poi conviene sfruttare gli appigli del camino fino a portarsi ad un masso incastrato dall'apparenza non troppo stabile, che si supera giungendo alla sosta. 35m, II, V, 5c. Quattro chiodi, due spit. Sosta su due chiodi e uno spit con vecchi cordoni.
2° tiro: salire il diedro sopra la sosta, uscendone per la parete di sinistra. Proseguire su facili rocce fino ad un muretto, dove si segue la breve fessura sulla destra, ci si sposta sullo spigolo e lo si risale fino al termine delle difficoltà. 30m, V, IV, due chiodi. Sosta da allestire su spuntone.
Discesa: proseguendo per una decina di metri si giunge in cima alla torre, dove si notano i fittoni di calata di Giovani marmotte. Poco sotto c'è la sosta di Summertime, pure utilizzabile per la calata. In alternativa, si scende verso la forcella tra seconda e terza torre, si segue la traccia a destra e si percorre la cresta Ongania a ritroso (passi di III in arrampicata in discesa evitabili con una breve doppia), proseguendo poi per sentiero fino al rif. Lecco.