domenica 12 novembre 2017

Bergamo-Milano Lambrate: ritardi settembre-ottobre 2017 (2608/10809)

Distribuzioni cumulative dei ritardi per il treno 2608 (8:02)
nei mesi da settembre ed ottobre 2015, 2016 e 2017.
Come sopra, ma per il treno 10809 (17:43).
Distribuzioni cumulative dei ritardi per il treno 2608 (8:02)
nei mesi da gennaio ad ottobre 2015, 2016 e 2017.
Come sopra, ma per il treno 10809 (17:43).
Andamento mensile dei ritardi per il treno 2608 (8:02).

Andamento mensile dei ritardi per il treno 10809 (17:43).
Tra un trimestre estivo penoso ed un ultimo bimestre che si preannuncia tragico, Trenord ci regala un bimestre quasi accettabile, forse il migliore dell'anno. Puntualità al 47% per il treno mattutino, che sale all'83% se valutata con 5' di ritardo. Dati ben peggiori per il treno del ritorno pomeridiano, ma che almeno fanno intravedere un miglioramento rispetto agli anni precedenti: puntualità al 24% e all'87% se valutata entro 5'. Permane il problema dei lunghi ritardi, la "coda" della distribuzione che si protende fino a quasi mezz'ora, che pare proprio essere insolubile!
Sulle distribuzioni cumulative da inizio anno, ormai praticamente assestate, non è più necessario spendere troppe parole; le figure parlano da sé: miglioramento del 2608 e peggioramento del 10809 rispetto al 2015. Come sia possibile che un servizio peggiori nel tempo anziché migliorare - o almeno restare costante - resterà sempre qualcosa al di là della mia capacità di comprensione!
Le ultime due figure riportano il trend mensile dei ritardi, dove si vede il miglioramento del 10809 commentato all'inizio e l'ennesima fluttuazione del 2608.

martedì 7 novembre 2017

Via dei refrattari

Alberto all'uscita del 1° tiro.
Fabio sul 2° tiro.
Fabio sul 3° tiro.
Sul 4° tiro in una salita del remoto 2008.
Tracciato della via.
Avancorpo della Presolana del Prato
Parete S


Accesso: dalla Val Seriana verso il passo della Presolana; parcheggiare sulla sinistra poco prima di raggiungerlo, appena dopo una chiesetta (cartello "Cantoniera della Presolana") e salire brevemente per prati a raggiungere una sterrata che si stacca in salita. Abbandonare lo sterrato al secondo tornante e proseguire lungo il sentiero (indicazioni), raggiungendo la baita Cassinelli. In alternativa parcheggiare qualche centinaio di metri prima sulla destra, nei pressi dell'Hotel Spampatti, e seguire la strada di fronte e subito il sentiero a destra (indicazioni per baita Cassinelli), che sale nel bosco e si congiunge con il precedente. Superare la malga Cassinelli e risalire il ghiaione (segnavia 315 per il bivacco Città di Clusone e Grotta dei Pagani) fino all'altezza del bivacco e della cappella Savina. A destra sono ben visibili i due torrioni gemelli di forma triangolare dove salgono due vie di Carlo Nembrini; alla loro sinistra si notano un pilastro e una placca dove sale la via, separate da altre placche dove salgono le vie dell'avancorpo, da canali e terrazzi. Si sale il ghiaione seguendo vaghe tracce e puntando al suo lato sinistro, raggiungendo un terrazzo con l'attacco (scritta rossa).
Relazione: via molto bella che risale le placche sulla destra dell'avancorpo e che condivide con queste l'unico difetto legato alla sua scarsa estensione. Chiodatura ottima a chiodi e qualche datato spit nei tratti più impegnativi; potete tranquillamente lasciare a casa friend e compagnia. Roccia sempre ottima.
Nota: gradi UIAA sui tiri con protezioni tradizionale, gradi francesi sui tiri protetti (prevalentemente) a spit.
1° tiro: salire per roccette e proseguire lungo il canale fino alla sosta sulla destra. 30m, II. Sosta su cordone in clessidre e maglia-rapida.
2° tiro: salire per pochi metri il camino alla sinistra della sosta ed uscirne a destra in placca, proseguendo fino al culmine del pilastro ove si trova il terrazzo di sosta. 40m, V-, V; cinque chiodi, due cordoni in clessidra. Sosta su cordino in clessidra e spit con maglia-rapida.
3° tiro: salire dritti in placca, spostarsi a sinistra e continuare brevemente per bella placca a buchi. 25m, 5c (un passo); tre spit, due chiodi. Sosta su tre spit con cordino.
4° tiro: ancora per la bella placca a buchi fino alla sosta. 30m, 4c; due spit, due chiodi, un cordone in clessidra. Sosta su due spit e chiodo con cordino e maglia-rapida.
5° tiro: non salire il canale, ma traversare in orizzontale a sinistra (cordone visibile) e salire il muretto finale. 30m, III, IV; tre chiodi, un cordone in clessidra. Sosta su due spit e chiodo (piuttosto sporgente) con cordini e maglia-rapida.
Discesa: ci si può calare lungo la via, ma conviene scendere in verticale lungo l'adiacente Buon compleanno. Prima calata da 50m circa, saltando una sosta su cordini marci e giungendo nel canale, per spostarsi a destra (viso a monte) fino ad un pilastro colla sosta. Seconda calata da 60m che deposita sul terrazzo pochi metri a sinistra della prima sosta dei refrattari, che si raggiunge e da cui ci si cala all'attacco della via. Se non volete camminare quei pochi metri sulla cengia, fermatevi alla sosta precedente di Buon compleanno e da lì calatevi fino alla base.

domenica 5 novembre 2017

Oppio

Francesca sul 1° tiro.
Walter sul 2° tiro.
Ancora lui sul 3° tiro.
Tracciato della via Oppio (verde). In blu la via della
Colata nera, in rosso la Zuffa '70.
Pietra di Bismantova
Parete SE


Ritorno a Bismantova dopo quasi un annetto e mi convinco sempre più che questo posto ha qualcosa di magico. Sarà la stranezza di questo castello roccioso, sarà l'affabilità delle persone... sarà il cibo! E, quattro anni dopo, ritorno sulla Oppio, per introdurre i miei due compagni alle vie di questa parete e provare un po' di arrampicata in fessura e camino. A fine weekend, il contagio è ormai avvenuto e la Pietra può contare su due estimatori in più!
Accesso: dal parcheggio di piazzale Dante salire la gradinata e proseguire verso l'eremo. Prima di giungervi prendere a destra il sentiero con indicazione Ferrata alpini che lo aggira e riporta sotto la parete all'altezza della frana del 2012. Si prosegue superando il settore Anfiteatro e passando sotto un caratteristico masso. Poco dopo si nota sulla sinistra un'evidente fessura-camino da cui spunta la famosa quercia che sostenne generosamente la corda di Nino Oppio nella prima salita.
Relazione: via molto bella in fessura-camino, protetta in modo onesto con fittoni resinati, ma che conserva un certo carattere classico; non fatevi ingannare dai gradi francesi: le protezioni sono sicure, ma portate eventualmente qualche friend per integrare. Roccia ben ripulita (in alcuni punti, anche troppo!) dalle molte ripetizioni.
1° tiro: salire l'evidente fessura; non andare a sinistra ad un fix che porta ad una sosta (due spit piuttosto datati con catena e maglia-rapida) come ho ovviamente fatto io, ma continuare per pochi metri nel camino fino alla sosta corretta. 50m, 4a; sei fittoni. Sosta su due fittoni con cordino.
2° tiro: salire il camino (qualche presa un po' untina) fino alla quercia e proseguire lungo la placca/diedro fino alla terrazza di sosta. 20m, 4c (un passo); tre fittoni. Sosta su due fittoni con cordino e maglia-rapida.
3° tiro: salire lungo il diedro puntando al camino a destra e fermarsi poco prima del suo imbocco. 20m, 4a; quattro fittoni, un chiodo (inutile). Sosta su anello cementato.
4° tiro: salire il camino (passo iniziale un po' esposto) e proseguire lungo il diedro fino alla sommità. 35m, 4b; quattro fittoni, un chiodo. Sosta su albero.
Discesa: seguire la traccia verso sinistra che costeggia la parete fino all'evidente largo sentiero sulla destra che conduce alla base. Volendo accorciare i tempi, si ignora la deviazione a destra e si prosegue dritti e poi verso destra, ancora seguendo la parete, fino ad identificare la traccia che scende dal torrione Sirotti che porta rapidamente sotto la parete SO.

mercoledì 25 ottobre 2017

Via del vento

Teo sul 1° tiro.
Teo sul 3° tiro.
Sul bellissimo 6° tiro.
Paolo sul 6° tiro.
Tognazza - Lagorai / Cima d'Asta
Parete SE


Relazione tardiva di un weekend dolomitico di fine luglio, uno dei pochi in cui Paolino si materializza e ci fa compagnia. Dopo un sabato sulla rinomata Schubert al Ciavazes, che il sottoscritto ha trovato untissima e che non mi ha regalato alcuna emozione, ci spostiamo sul porfido della Tognazza, finalmente ripagati da una bella arrampicata su ottima roccia, con solo un po' troppa erba qua e là. Decisamente consigliata.
Accesso: raggiungere passo Rolle, dalla val di Fassa o dalla val di Primiero, e parcheggiare nell'ampio spiazzo su lato sud della strada. Proseguire brevemente a piedi in direzione S. Martino di Castrozza superando la casa cantoniera e il diruto albergo passo Rolle (si può parcheggiare anche qui) per salire a destra all'albergo Vezzana. Si prosegue per il sentiero che si stacca dietro l'albergo e che, dopo una falesia, diviene una traccia che costeggia la parete della Tognazza. L'attacco è evidente, in corrispondenza di un diedro con fessura (scritta alla base).
Relazione: bella via che sale per fessure e diedri su ottima roccia. Chiodatura tutto sommato buona a chiodi e qualche spit; utili friend piccoli e medi per integrare. Roccia ottima e percorso sempre logico.
1° tiro: salire il diedro fessurato e proseguire per facili rocce fino alla sosta sulla sinistra. 30m, IV, IV+, IV, III; tre chiodi. Sosta su due fix con anelli.
2° tiro: salire dritti per rocce non difficili fino ad un diedro-canale dove si trova una sosta. Spostarsi a sinistra e continuare fin sotto un piccolo tetto e alla sosta sulla sinistra, alla base di un diedro erboso. 30m, III+; un chiodo, una sosta intermedia (due chiodi con cordini). Sosta su due fix con anelli.
3° tiro: salire il diedro erboso fino al suo termine ed uscirne sulla destra. 35m, IV, V, V+ (uno o due passi); cinque chiodi. Sosta su due fix con anelli.
4° tiro: salire per un altro bel diedro che inizia subito dopo facili rocce. Si continua poi ancora per rocce rotte verso sinistra, ignorando una sosta intermedia e proseguendo sino alla sosta ancora sulla sinistra, in corrispondenza di un mugo e un albero secco in prossimità di un evidente intaglio. 40m, IV, III; un chiodo, una sosta intermedia (un fix con anello). Sosta su un fix con anello.
5° tiro: salire sullo spuntone sopra l'intaglio e rimontare il muretto, proseguendo poi verso destra lungo un diedro fessurato. Rocce più facili conducono alla sosta su una terrazza, alla sinistra dell'evidente diedro del tiro successivo. 40m, V, IV, III; uno spit, un chiodo, una sosta intermedia (un fix con anello). Sosta su tre con cordino e moschettone.
6° tiro: spostarsi a destra e salire il bellissimo diedro fessurato, stando prima nel diedro e poi sullo spigolo alla sua destra. Si sosta all'uscita dal diedro. 40m, V+, VI; una clessidra con cordino, un friend incastrato, tre fix, sei chiodi. Sosta su due fix con cordone e moschettone. Tiro bellissimo.
7° tiro: salire la spaccatura e spostarsi poi verso destra, dove si sale per facili rocce fino alla sommità. Il tiro corre vicino a quello di una via fix, che resta più a sinistra. 25m, V, IV, III; tre chiodi, un fix. Sosta su due fix con cordone e maglia-rapida.
Discesa: Seguire una traccia che scende dolcemente per prati fino alle piste da sci e al punto di partenza.

mercoledì 18 ottobre 2017

Orwell

Fabio e Alberto sul 1° tiro.
Fabio sul 5° tiro.
Alberto sul 6° tiro.
Alberto sul 7° tiro.
Fabio alla partenza dell'8° tiro.
Tracciato della via.
Parete oscura della luna - Sella
Parete N


La violenta grandinata che si abbatte come una mitraglia sulle ultime centinaia di metri prima del parcheggio è la degna conclusione dell'ultima salita delle vacanze estive, esito tutto sommato accettabile del tetro nuvolone che incombeva sulla seconda parte della salita, ma che ci ha magnanimamente consentito di raggiungere la cima bagnando solo l'ultimo tiro. Rientriamo bagnati fradici, ma soddisfatti di aver terminato la via. E con la promessa di ritornare a visitare le altre vie di questa bella parete.
Accesso: da passo Gardena si scende verso Corvara superando il parcheggio per la ferrata Tridentina e si continua per una decina di tornanti. Si parcheggia in corrispondenza dell'ultimo di questi prima del paese di Colfosco (ristorante Mesoles), in vista della parete. Sulla sinistra del parcheggio si scende verso sinistra per un sentiero fino ad un gabbiotto di legno, dove si prende a destra dirigendosi verso la parete. Ad un bivio si tiene ancora a destra, si passa un ponte su un torrente e si prende una traccia che sale verso sinistra alla parete. Ci si porta così sulla cengia alla base del settore di sinistra, che si segue verso destra fino all'attacco (targhetta). Sosta di partenza su due fix e cordone.
Relazione: bella via su buona roccia, solo un poco disturbata dalla vegetazione nei tiri mediani. La roccia asciuga in fretta, a parte il primo tiro (che però non è impegnativo). Molto belli il secondo tiro e quelli della parte alta. Le protezioni sono ottime; portare solo rinvii.
1° tiro: rimontare la rampa a destra della sosta. 25m, 5a; tre fix. Sosta su due fix con cordone.
2° tiro: superare un breve muretto appena a destra della sosta, traversare a sinistra e salire dritti alla sosta. 25m, 6a; nove fix. Sosta su tre fix con fettuccia e maglia-rapida.
3° tiro: salire inizialmente dritti e spostarsi lievemente a destra alla sosta. Attenzione a non seguire i fix della via Legoland che corre appena a sinistra. 25m, 5a; quattro fix. Sosta su due fix con cordone.
4° tiro: salire inizialmente dritti, poi verso destra per placche un po' erbose fino ad un muretto finale che conduce in sosta. 25m, 5c; sei fix. Sosta su due fix con cordone e maglia-rapida.
5° tiro: ancora a destra a salire sul filo dello spigolo fermandosi su un terrazzino in corrispondenza di un pilastro staccato. 20m, 5c; sette fix. Sosta su due fix con cordone e maglia-rapida.
6° tiro: salire a destra della sosta e superare due piccoli tetti (il secondo, sulla sua sinistra). 15m, 6a+; sei fix. Sosta su due fix con cordone e maglia-rapida.
7° tiro: salire superando un tratto di rocce delicate, spostarsi a destra su un pilastrino ed uscire per un diedro con una lama lievemente aggettante. 25m, 6a+. Sosta su due fix con cordone e maglia-rapida.
8° tiro: salire un muretto a destra e proseguire fino alla sosta. 15m, 6a; sette fix. Sosta su due fix con cordone e maglia-rapida.
9° tiro: spostarsi a destra, salire brevemente, rientrare a sinistra ed uscire in sosta. 15m, 5b; sette fix. Sosta su albero con cordoni ed anello di calata.
Discesa: seguire la traccia che porta inizialmente verso destra e poi a sinistra a congiungersi col sentiero che sale in val de Mesdì che, seguito verso valle (sinistra) riporta sul sentiero seguito all'andata.

mercoledì 4 ottobre 2017

Delenda Carthago

Fabio sul 1° tiro.
Alberto sul 3° tiro.
E qui sul 4°.
Fabio sul 5° tiro.
Tracciato della via.
Prima Torre del Sella
Parete S


Le vacanze dolomitiche non potevano finire senza assaggiare qualche arrampicata plaisir, con solidi spit a togliere ogni preoccupazione. E nella lista dei desiderata relativa alle vie sportive spiccava da un po' questa salita, già sfiorata un paio di volte. Ottima per una scalata veloce o per le giornate autunnali, con breve avvicinamento e arrampicata sempre piacevole.
Accesso: dal passo Sella si prende il sentiero che parte dietro l'hotel Mariaflora e si sale in direzione della Locomotiva. Prima di raggiungerla si prende a destra e si traversa fin sotto la parete S della prima torre. Qui è possibile giungere anche tenendo a destra sul sentiero iniziale e poi risalendo per tracce il ghiaione basale. Giunti sotto la parete, ci si sposta in corrispondenza di un'evidente rampa che sale verso destra, tra il pilastro della via Tissi a sinistra e la fessura della via Trenker a destra.
Relazione: via molto bella che sale la parete S della prima Torre. Arrampicata elegante su bellissime placche con difficoltà mai esagerate e roccia ottima (a parte brevi tratti in cui fare attenzione). Chiodatura ottima nei tratti più impegnativi, più distanziata in passaggi di IV. Sostanzialmente inutili friend e altre protezioni veloci. Decisamente da non perdere!
1° tiro: salire le facili rocce con percorso non obbligato fino ad una sosta intermedia e proseguire lungo il diedro fino alla sosta. 50m, III+, IV+; due chiodi (uno con cordone), un fittone, una sosta intermedia (un fittone e due chiodi). Sosta su due fix con fettuccia e maglia-rapida.
2° tiro: spostarsi a destra della sosta a risalire un muretto per poi riportarsi verso sinistra e proseguire in verticale fino alla sosta. 25m, 6b (un paio di passi); nove fix, due chiodi, un vecchio spit. Sosta su due fix con cordone e maglia-rapida.
3° tiro: spostarsi a destra della sosta per salire una fessurina puntando ad un fix con cordino rosso dove ci si sposta a destra e si sale ad una cengia. Ancora a destra lungo la cengia per salire un vago diedro e una lama fino al terrazzo di sosta. 35m, 5c, IV+; cinque fix, un chiodo (più un paio di chiodi inutili vicino ai fix). Sosta su due fix e maglia-rapida.
4° tiro: salire il muretto sopra la sosta, spostarsi a sinistra e proseguire in verticale. 25m, 6a; sette fix. Sosta su due fix con cordino e maglia-rapida.
5° tiro: salire a destra della sosta ad una cengetta, continuare verso destra per poi spostarsi decisamente a sinistra e raggiungere la sosta. 25m, 6a; otto fix. Sosta su due fix.
6° tiro: spostarsi a destra a doppiare uno spigolino, poi continuare dritti e giungere per rocce rotte alla cengia sommitale. 35m, 5c; quattro fix. Sosta su due fix.
Discesa: seguire la traccia a destra (rispetto alla direzione di salita) fino a ritrovarsi sul sentiero che riporta alla base della parete. Un paio di brevi sezioni di II possono essere superate con calate in corda doppia.

domenica 24 settembre 2017

La sorella

Fabio sul 1° tiro.
Fabio e Alberto sul 3° tiro.
Alberto all'uscita del 4° tiro.
Foto di vetta.
Tracciato della via.
Angolo delle streghe (Cima Tosa) - Brenta
Parete S


Quando vedo saltar via la presa che avevo nella mano sinistra la fisso con incredulità, come un'amica che avesse tradito la mia fiducia. È solo un attimo, prima di guardare dove sto cadendo, prima che l'ottimo chiodo regga e tutto si risolva con un po' di spavento e qualche graffio. Sotto, parecchio sotto, un chiodo assai precario e gli amici in sosta, preoccupati. Ma era il giorno del mio compleanno e giustamente non poteva succedermi niente: motivo in più per festeggiare degnamente una volta rientrati al rifugio, con un brunello ed un barolo portati appositamente per l'occasione. Forse non so scegliere le prese, ma le bottiglie sì!
Accesso: raggiungere il paese di S. Lorenzo d'Orsino (TN) e seguire le indicazioni per la val d'Ambiez, infilandosi nella strada che penetra nella valle. La strada termina in corrispondenza del Ristoro Dolomiti di Brenta, dove si parcheggia. Qui conviene prendere la jeep per il rifugio Cacciatore (prenotate in anticipo! Info reperibili sul sito del Rifugio Agostini), da dove si prosegue per il sentiero 325 fino al rifugio Agostini (fin qui poco meno di un paio d'ore dal parcheggio). Dal rifugio si continua lungo il segnavia 358 che risale la valle d'Ambiez, ignorando la deviazione per la ferrata Castiglioni e raggiungendo le corde fisse che portano alla cengia basale della Cima d'Ambiez. La si segue verso destra raggiungendo la vedretta d'Ambiez, che si taglia in obliquo verso destra fino a portarsi sotto lo spigolo della parete.
Relazione: via piacevole soprattutto nella prima parte, mentre i due tiri finali si svolgono su roccia non proprio ottima e richiedono attenzione. Le difficoltà non sono elevate e la chiodatura è discreta; portare friend medi per integrare. C'è sempre un fix alle soste per la calata; noi abbiamo recuperato uno spezzone di corda abbandonato all'inizio del quarto tiro e lo abbiamo usato per rinforzare il collegamento tra fix e chiodi alle prime soste. Non si sa mai...
1° tiro: si sale per rocce rotte a destra dello spigolo e si prosegue per una placchetta nerastra e per una vaga fessura superficiale giungendo alla larga cengia. Qui ci si sposta a sinistra raggiungendo la sosta. 55m, III+, IV+; un cordino in clessidra. Sosta su un fix e un chiodo con cordone e maglia-rapida. Un secondo chiodo è uscito solo a guardarlo; se qualcuno vuole portare un martello per ribatterlo...
2° tiro: a destra per salire qualche metro su rocce rotte fino ad un cordino bianco; da lì si sale in verticale uscendo per un corto diedro verso la sosta posta in una nicchia sul filo dello spigolo. 40m, IV, IV+; due cordini in clessidra, un chiodo. Sosta su un fix e un chiodo con cordone e maglia-rapida.
3° tiro: si sale dritti sopra la sosta per poi spostarsi verso destra su divertente placca ed uscire su una cengia. Si risale un diedrino sulla destra fino alla sosta. 30m, IV; una fettuccia e un cordone in clessidra, un chiodo. Sosta su un fix e un chiodo con cordone e maglia-rapida.
4° tiro: si sale la placca (più facile sulla destra) con rocce all'inizio un po' friabili fino ad una cengia. Si supera il muretto (passo un po' lungo per agguantare una buona presa) e si prosegue nel vago diedro fino alla sosta. 40m, IV, V, IV; quattro chiodi. Sosta su un fix con maglia-rapida e un chiodo.
5° tiro: si sale verso destra su rocce via via più facili (e friabili) fino alla sosta posta poco sotto la sommità. 30m, IV, III. Sosta su un fix, due chiodi, cordini e maglia-rapida.
Discesa: in corda doppia sulla via. È possibile saltare la sosta del 4° tiro, ma io consiglierei di farla per limitare possibili problemi di incastro corda (lo spezzone di corda trovato sopra la terza sosta dimostra che è meglio fare attenzione).

mercoledì 20 settembre 2017

Diedro Armani

Sul 1° tiro.
Alberto sul 2° tiro.
Fabio sul 4° tiro.
Fabio sul 6° tiro.
Alberto sul 9° tiro.
Tracciato della via.
Torre d'Ambiez - Brenta
Parete E


– Oh, ma qui dice "diedro"... vedo solo rocce rotte...
– Boh, con 'sta nebbia non si vede un c***o... salgo ancora un po'... sono arrivato in cima...
– Ma abbiam fatto quattro tiri invece di nove...
– (imprecazioni varie ed irriferibili)...
Dopo essere scesi e tornati alla base, salendo verso l'attacco del "vero" diedro Armani, mi chiedo quali siano le probabilità di sbagliare via e di imboccarne una che abbia la relazione dei primi due tiri sovrapponibili a quella desiderata (relazione che peraltro abbiamo letto un po' ad minchiam come al solito)! Ormai è un po' tardi, la partenza antelucana si fa sentire: torniamo al rifugio colle orecchie basse e la sensazione di essere un po' minchioni. Il giorno dopo, per fortuna, tutto gira alla perfezione ed il diedro ci regala una splendida giornata in arrampicata sopra un mare di nebbia.
Accesso: raggiungere il paese di S. Lorenzo d'Orsino (TN) e seguire le indicazioni per la val d'Ambiez, infilandosi nella strada che penetra nella valle. La strada termina in corrispondenza del Ristoro Dolomiti di Brenta, dove si parcheggia. Qui conviene prendere la jeep per il rifugio Cacciatore (prenotate in anticipo! Info reperibili sul sito del Rifugio Agostini), da dove si prosegue per il sentiero 325 fino al rifugio Agostini (fin qui poco meno di un paio d'ore dal parcheggio). Dal rifugio si continua lungo il segnavia 358 che risale la valle d'Ambiez, ignorando la deviazione per la ferrata Castiglioni e salendo fino all'altezza di un enorme masso franato. Si sale ora sulla sinistra, puntando allo spigolo della Torre. Chiodi visibili. 40' circa dal rifugio.
Relazione: via molto bella che risale l'evidente diedro della Torre d'Ambiez. Arrampicata mai difficile e su roccia ottima. Veramente da non perdere! Utili friend piccoli e medi per integrare le protezioni.
1° tiro: salire per pochi metri appena a destra dello spigolo, traversare a destra e salire ad una cornice. Salire ancora sul suo lato sinistro e continuare a destra fino al camino, che si risale giungendo alla sosta. 30m, IV+, IV; quattro chiodi (più uno inutile sotto il terzo), uno spit. Sosta su due fix con anelli di calata.
2° tiro: a destra della sosta a risalire una placca (passo iniziale esposto) per proseguire su facile rampa fin sotto una grossa lama gialla. 30m, V (un passo), IV, III; due chiodi, un cordone in clessidra. Sosta su due spit con anelli di calata.
3° tiro: non salire ma traversare a destra, facendo attenzione ad un grosso blocco giallastro posto appena sopra. Giunti in un facile camino, lo si risale uscendo a destra. 20m, III+. Sosta su un fix con anello e due chiodi.
4° tiro: a sinistra della sosta a salire una placca nerastra. Si prosegue per diedro fino al terrazzo di sosta. 20m V-, IV+; un chiodo, un friend incastrato. Sosta su due fix (due chiodi vicini).
5° tiro: salire il camino, con passo iniziale non banale, proseguendo nel diedro e tenendo la sinistra. Usciti sulla larga cengia, spostarsi a destra fino alla sosta sotto il diedro. 35m, V-, IV+, III; un chiodo, una sosta intermedia con cordoni in clessidra e maglia-rapida. Sosta su cordoni in clessidra con anello di calata.
6° tiro: salire il bellissimo diedro fino alla sosta sulla sinistra. 40m, IV, IV+; un chiodo, un cordone incastrato. Sosta su due fix.
7° tiro: ancora per il diedro fino alla base di un camino. 25m, IV+; un chiodo. Sosta a sinistra su due chiodi e maglia-rapida.
8° tiro: salire il pilastrino sopra la sosta, traversare a destra verso il camino e raggiungere la sosta per rocce delicate (in alternativa, portarsi nel camino). 30m, IV+, III; un chiodo. Sosta su due fix.
9° tiro: salire sul muretto a destra e proseguire lungo il diedro fino alla facile cresta che porta ad una selletta e alla sosta. 25m, IV+, III. Sosta su cordoni in clessidra e chiodo con maglia-rapida. Da qui si può salire una decina di metri circa (III) giungendo sulla vetta vera e propria.
Discesa: si può scendere lungo la via di salita o sulla vicina via Anna. Noi ci siamo invece calati dalla sosta del 9° tiro direttamente in direzione S fino alla grande cengia. Qui si scende brevemente per roccette e si tiene la destra (viso a valle) fino ad incontrare degli ometti che indicano il percorso di discesa, sempre verso destra (passi di II+). Si segue ora il sentiero verso sinistra, tenendo a sinistra ad un bivio e ritornando alla deviazione per la ferrata Castiglioni superata all'andata, da cui si scende facilmente al rifugio Agostini.

mercoledì 13 settembre 2017

Sueur de Boucs

Fabio sul 1° tiro.
e sul 4° tiro.
sul 5° tiro...
e sull'8°.
Tracciato della via.
Palavar - Valle di Ailefroide
Parete S


Dalla cima della Fissure non si può non notare la placconata che marca la parete di fronte. E due giorni dopo, infatti, siamo tornati a dargli un'occhiata più da vicino... in compagnia di un caldo infernale e di numerose cordate. Primo tiro molto bello; il resto un po' meno, ma pur sempre meritevole di una visita se cercare una scalata tranquilla.
Accesso: da Briançon prendere la D994T per la Vallouise e Ailefroide e seguirla fino ad Ailefroide. Contornare il parcheggio sulla sinistra e proseguire lungo la strada fino ad uno spazio per parcheggiare. Seguire la mulattiera fino ad una deviazione sulla destra marcata da un ometto, appena dopo un'evidente striscia bianca e rossa sul tronco di un abete. Il sentiero porta alla base della parete, dove si supera l'attacco dello spigolo (Palavar-les-flots) e si raggiunge la linea di spit successiva, in corrispondenza di uno spigolino e una bella placca sulla sinistra.
Relazione: via piacevole in placca con qualche muretto, ben protetta e mai difficile. Per questo è abbastanza frequentata, anche se non come la sua sorella sulla destra; arrivate presto nel fine-settimana. Da evitare nelle giornate estive di sole.
1° tiro: rimontare il pilastrino, spostarsi a sinistra e salire per una bella placca (passo-chiave della via) che piega ad arco verso destra. Un paio di muretti portano alla sosta. Tiro molto bello. 45m, 6a; dodici fix. Sosta su due fix con cordone e maglia-rapida.
2° tiro: a sinistra e poi dritto in placca con qualche saltino fino alla sosta. 35m, 5b; nove fix. Sosta su due fix.
3° tiro: A sinistra a raggiungere una sosta (di calata) dopo circa 10m. Si prosegue per rocce un po' polverose, si risale una placchetta e si giunge alla sosta sulla sinistra.  45m, 5b; nove fix. Sosta su due fix con cordone.
4° tiro: a sinistra a risalire una fessura per poi proseguire brevemente lungo lo spigolo e successivamente per rocce un po' rotte. 55m, 5b (forse un passo di 5c); dieci fix. Sosta su due fix con cordone.
5° tiro: dritto sopra la sosta e poi a sinistra su rocce rotte. 45m, 4c; dieci fix. Sosta su due fix con cordone.
6° tiro: ancora lungo la placca tenendo la sinistra. Vicino alla partenza si nota una sosta di calata. 40m, 4c; nove fix. Sosta su due fix con cordone.
7° tiro: dritti per placca e per breve muretto. 50m, 4c; dieci fix. Sosta su due fix con cordone.
8° tiro: a sinistra su bella lama gradinata ad aggirare uno spigolino e raggiungere la sosta per rocce erbose. 30m, 5a; otto fix. Sosta su due fix.
9° tiro: a sinistra della sosta a risalire un diedrino per continuare in placca verso sinistra. 30m, 5a; sette fix. Sosta su due fix con cordone ed anello di calata.
Discesa: in doppia dalla via. La prima calata è dritta sotto la sosta (non saltarla!), poi a destra (faccia a monte) giungendo vicino alla partenza del 6° tiro. Le successive calate ripercorrono la via per poi scendere direttamente alla base della parete.

lunedì 4 settembre 2017

Fissure d'Ailefroide

Manu all'uscita della fessura del 2° tiro.
Fabio e Manu sul 3° tiro.
Fabio sul 4° tiro.
Fabio sul 5° tiro.
Manu sul 6° tiro.
Fabio sull'ottavo tiro.
Tracciato della via.
Parete della Fessura d'Ailefroide - Valle di Ailefroide
Parete N


Briançon, due anni dopo, alla scoperta delle falesie! Ma i pur bellissimi tiri di Mont Dauphin e del Rif d'Oriol non possono allontanarmi del tutto dalle vie di Ailefroide. E cosa meglio della prima via aperta ad Ailefroide, opera (pare...) di Lionel Terray? La via merita certamente la sua fama ed una visita, anche perché è molto meno ripetuta delle adiacenti vie sportive: da non perdere!
Accesso: da Briançon prendere la D994T per la Vallouise e Ailefroide e seguirla fino al campeggio di Ailefroide. Poco dopo c'è un cartello pubblicitario sulla destra ("Les Clouzis") in corrispondenza di un sentiero che si stacca sulla sinistra. Parcheggiare e prendere detto sentiero, seguirlo verso sinistra costeggiando un ruscello fino ad un bivio verso destra che porta ad un ponte su un torrente (qui si può giungere anche direttamente dall'ingresso del campeggio). Al di là del ponte, prendere la traccia sulla destra che attraversa i prati e si avvicina alla parete. Raggiunto un enorme ometto in pietra si punta verso la parete, trovandosi all'attacco della via. Solita bandiera francese presente.
Relazione: via molto bella che risale l'evidente fessura con arrampicata in camino e diedro, mai difficile a dispetto di quello che sembra dal basso. Soste attrezzate e qualche spit/fix sui tiri; portare friend piccoli e medi per integrare. Roccia ottima.
1° tiro: salire il diedrino erboso puntando all'albero e proseguire per il camino fino ad uscire sul terrazzo di sosta a sinistra. 45m, III+, IV+; un cordone su albero, uno spit. Sosta su cordoni su spuntone.
2° tiro: rientrare nel camino e risalirlo, uscendone traversando verso destra (stretto: attenzione allo zaino!). Proseguire lungo la placca fino alla sosta sulla sinistra. 30m, IV+, V; uno spit, un fix, cordoni su masso incastrato. Sosta su un fix con maglia-rapida e uno spit.
3° tiro: proseguire lungo il canale-camino che diviene poi fessura fino ad un largo terrazzo. Attraversare verso destra, superare un saltino e raggiungere la sosta. 40m, III, IV, IV+; un chiodo, uno spit, un cordone su masso incastrato. Sosta su due due spit e maglia-rapida.
4° tiro: è possibile rientrare e salire il camino. Io sono invece rimasto sulla parete (invero un po' muschiosa) sopra la sosta, per poi spostarmi in traverso a sinistra e rientrare nel camino. Superato un masso incastrato si giunge in sosta. 35m, V (o V+?), IV; un chiodo, un chiodo+spit ravvicinato, un fix. Sosta da allestire su spuntone.
5° tiro: uscire a destra sulla placca, salire una fessura e spostarsi sulla sinistra. 15m, V; due fix. Sosta su due fix con cordino.
6° tiro: risalire il canale-camino e uscirne sulla sinistra; superare uno spigolino e la placca sulla sinistra fino a giungere al terrazzo di sosta. 35m, III, IV, V (un passo); un chiodo. Sosta su due fix con cordone.
7° tiro: entrare nel camino, salire sul masso incastrato, proseguire a destra per una fessura ed uscire ancora a destra verso la sosta con passo esposto. 30m, IV, V, V+ (un passo); un chiodo, un cordone su masso incastrato. Sosta su uno spit. Il tiro originale prosegue ancora qualche metro e fa sosta sotto il pilastrino (controllate l'attrito della corda).
8° tiro: Noi abbiamo deciso di uscire percorrendo gli ultimi due tiri di una via sportiva anziché proseguire per il camino. Risalire quindi la placchetta e prendere il diedro obliquo verso destra. Un passo non banale porta alla sosta. 25m, 6a (un passo); due chiodi, cinque fix. Sosta su due fix. Se esce il sasso incastrato (mobile) del passo-chiave, bisognerà rigradare il tiro...
9° tiro: salire dritti ed uscire a sinistra su placca prima di raggiungere l'albero. Spostarsi leggermente a sinistra e salire la placca. 25m, 4a, due fix. Sosta su due fix con cordone. Probabilmente il fix sulla placca appartiene ad un'altra via...
Discesa: seguire la traccia verso sinistra (rispetto alla direzione di salita) e prenderne poco dopo una che sale a destra fino ad incrociare una terza traccia più marcata verso sinistra che riporta alla base della parete (tratto attrezzato con corda fissa per traversare un canale).