martedì 29 agosto 2017

Francesca

Fabio sul 1° tiro.
Sempre lui sul 4° tiro.
Sul 5° tiro.
Tracciato della via.
Cima orientale dei Piazzotti - Alpi Orobie
Parete S


Accesso: da Bergamo per la Val Brembana, prendendo poi il ramo che porta ad Olmo al Brembo e da qui ad Averara e a Cusio. Da Cusio si prosegue per la strada del monte Avaro (pedaggio di 2€), parcheggiando in corrispondenza del sentiero n. 108, che si stacca a sinistra (indicazioni rif. Benigni). Si segue ora il bel sentiero che risale la valle, si congiunge con il tracciato proveniente da Valtorta e punta all'evidente parete della Cima Piazzotti. Un ultimo bivio porta sotto la parete (seguire sempre le indicazioni per il rifugio) e ad un sasso con scritta "Cusio", oltre il quale si sale brevemente per detriti all'imbocco di un canale. Fix di un'altra via a sinistra.
Relazione: via molto bella che risale la parete per diedri e fessure, con qualche placchetta. Chiodatura buona su un paio di tiri e da proteggere praticamente in toto sui rimanenti; portare friend piccoli e medi. Un friend grande potrebbe essere utile per il 6° tiro, ma il tratto interessato non è molto lungo e direi che alla fine non ne vale la pena. Roccia buona (tranne qualche tratto nel canale) e percorso sempre logico.
1° tiro: salire il canale (possibile trovare un po' d'acqua), superare un saltino e raggiungere la sosta. 40m, III+; un chiodo, un cordone in clessidre con maglia-rapida. Sosta su due chiodi e un fix con cordone, fettuccia e maglia-rapida (e un terzo chiodo sulla destra).
2° tiro: proseguire lungo il canale fino all'evidente sosta sulla destra. 30m, III+; un chiodo. Sosta su un chiodo ed un fix con cordone e maglia-rapida.
3° tiro: a sinistra a prendere una cornice. Un passo esposto porta alla sosta situata poco più in basso. 15m, V-; due fix, tre chiodi. Sosta su due chiodi e uno spit.
4° tiro: noi siamo saliti lungo una placca e poi a destra per un vago diedro-fessura erboso. 25m, 4c; cinque fix. Sosta da attrezzare su albero. La via originale probabilmente resta più a sinistra nella parte iniziale.
5° tiro: salire il bel diedro fessurato fino ad un terrazzino sulla sinistra. 35m, V, V+ (un passo), IV+; un chiodo. Sosta su tre chiodi.
6° tiro: spostarsi a destra e salire un diedro-camino aperto, superando uno strapiombino. Dal terrazzo soprastante si sale a sinistra per placca gradinata o fessura fino al terrazzo di sosta. 35m, V, V+ (un passo), IV+; un chiodo. Sosta su due chiodi con cordone.
7° tiro: salire la placca verso destra fino allo spigolo, indi proseguire per facili rocce fino alla cima. 45m, III+. Sosta su un fix.
Discesa: si segue una traccia per cresta che in breve porta al rifugio Benigni e al sentiero n.108 seguito all'andata.

domenica 6 agosto 2017

Etoile du Midi

Gianni sul 1° tiro.
Matteo sul 2° tiro.
Tracciato della via.
Live in Quincinetto dopo la salita...
Parete delle stelle
Parete S


Ad essere onesto, ciò che ricordo di più di questa arrampicata è... quello che è successo la sera! La canonica birra del dopo-scalata in un bar di Quincinetto si trasforma in una serata passata ad ascoltare un gruppo conosciuto al momento (repertorio rock anni '70), ascolto accompagnato da considerevole aumento del tasso alcoolico e culminato con il sottoscritto alla chitarra e Silvia alla voce in una cover della "povera" Patti Smith. A ben pensarci, non so bene se sono peggio come chitarrista o come alpinista-arrampicatore...
Accesso: dal casello autostradale di Quincinetto si torna indietro alla rotonda (non passare sotto il ponte come per andare alla falesia di Quincinetto) fino ad un bivio dove si seguono le indicazioni per Scalaro. La strada prende rapidamente quota, esce dal bosco e raggiunge infine un agriturismo oltre il quale si svolta a sinistra. Più avanti si tiene la destra ad un altro bivio (la strada divine sterrata ma facilmente percorribile) e si raggiunge un parcheggio sulla sinistra, nei pressi di un masso con la scritta Parej dle stelle. Si torna brevemente indietro e si segue il sentiero sulla sinistra (ometti e bolli) che porta alla base della parete. Ora a destra fino al pilastro che delimita la parete, raggiungendo il punto più basso, dove una scritta indica l'attacco.
Relazione: arrampicata piacevole su ottima roccia, mai difficile e sempre ottimamente protetta nei tratti più impegnativi, mentre i segmenti facili hanno protezioni più distanziate. Difficoltà omogenee, purtroppo rovinate da un passo decisamente duro sul 4° tiro che obbliga ad una vergognosa azzerata; peccato. Contare un paio d'orette.
1° tiro: dritti, poi brevemente a destra a superare un muretto verso sinistra che porta ad una placchetta prima della sosta. 30m, 5b; otto fix. Sosta su due fix con catena ed anello di calata.
2° tiro: salire tenendo la destra, superare una placchetta ed uscire alla sosta ancora a destra; 35m, 4a, cinque fix.
3° tiro: salire per placche tenendo la sinistra, superare un diedrino e per rocce più facili raggiungere la sosta. 40m, 5a; otto fix. Sosta su due fix.
4° tiro: salire il breve strapiombo, spostarsi a sinistra e proseguire su muretto fino ad una placca. Io mi sono fermato alla prima sosta che dovrebbe invece essere quella di Mondo difficile (la sosta corretta è visibile sulla destra). 20m, 5c (con un passo di A0/A1; va bene che la forma non è il massimo in questo periodo, ma secondo me è un buon 6b+/6c), nove fix. Sosta su due fix con catena ed anello di calata.
5° tiro: a destra della sosta a risalire un muretto fino alla sosta sulla destra. 20m, 5b, sei fix. Sosta su due fix con catena ed anelli di calata. Il tiro corre praticamente parallelo a Mondo difficile e credo di aver salito l'ultimo tiro di questa via. Sarebbe stato forse più logico lasciare l'uscita in comune piuttosto che chiodare due vie in mezzo metro di parete...
Discesa: in doppia dalla via con tre calate.

mercoledì 2 agosto 2017

Bergamo-Milano Lambrate: ritardi maggio-luglio 2017 (2608/10809)

Distribuzioni cumulative dei ritardi per il treno 2608 (8:02) nei
mesi da maggio a luglio 2015, 2016 e 2017.
Come sopra, ma per il treno 10809 (17:43).
Distribuzioni cumulative dei ritardi per il treno 2608 (8:02)
nei periodi gennaio-luglio 2015, 2016 e 2017.
Come sopra, ma per il 10809 (17:43).
Andamento mensile dei ritardi per il treno 2608.
Come sopra ma per il treno 10809.
Come gira la situazione dopo i nuovi orari ormai lo hanno capito tutti, tranne ovviamente chi a Trenord dovrebbe provvedervi, ma preferisce ignorare ritardi, guasti e persino i termini del contratto ben riportati sul sito che disciplinano le risposte ai reclami. In breve: treno 2608 che lentamente si avvia a diventare quasi "normale", 10809 sempre più inaccettabile e scandaloso. E come se non bastasse, col cambio di orario, i tempi di percorrenza di questo sfigatissimo treno sono pure aumentati di 2' grazie all'idea brillantissima di farlo fermare a Treviglio Ovest, dove scendono sì e no due persone! In compenso, la mattina è sparita una carrozza, trasformata in prima classe... ma a ben vedere questa fesseria è meno grave poiché tutti vi si siedono egualmente, consci della mancanza assoluta di controlli.
Ma veniamo ai numeri: nel trimestre estivo, da sempre uno dei peggiori tra cambi disgraziati di orario e caldo, il 2608 è puntuale un terzo delle volte e tocca il famigerato traguardo del 90% di volte entro un ritardo di 5'. I numeri sono migliori rispetto al 2016, ed è l'unico dato positivo. I corrispondenti valori per il 10809 scendono al 30% di puntualità (era circa il 50% nel 2016) ed a un 70% che arriva entro 5' (era l'80% nel 2016). Il 90% dei treni arriva a Bergamo entro ben 25', mentre l'unica nota positiva è il ritardo peggiore in assoluto, stavolta limitato a "soli" 33'.
I numeri complessivi da inizio anno sono ormai abbastanza assestati e si prestano ad analoghe considerazioni; potete verificare da voi gli andamenti nei grafici riportati.
Forse più interessante è spendere due parole sull'andazzo mensile dei ritardi, come riportato nelle ultime due figure, ed in particolare sugli ultimi quattro mesi: da aprile a luglio i due treni in questione stanno seguendo trend opposti: mentre il 2608 continua a migliorare, il 10809 peggiora sistematicamente ed il valor medio dei ritardi è in crescita costante (curva azzurra sull'ultimo grafico). In effetti, a ben guardare questa curva nel suo insieme si vede come dal 2015 al primo quadrimestre del 2016 le cose siano migliorate, mentre da allora in avanti ci sia stata un'inversione di tendenza con ritardi medi crescenti. C'è poco da stare allegri..

martedì 1 agosto 2017

Spigolo delle bregostane (o via Donatella)

Sul 1° tiro.
Sul 2° tiro.
Sul 4° tiro (la scaletta non è nostra!).
Sul 5° tiro.
Sull'8° tiro.
Tracciato della via.
Dociuril - Catinaccio
Spigolo SO


Le bregostane sono creature mitologiche fassane dedite al rapimento di fanciulli, e come tali non proprio simpatiche. Non è quindi chiaro se il nome della via sia un poco elegante riferimento a questa (da me sconosciuta) Donatella o se - le auguriamo - si tratti di pura coincidenza. In ogni caso, la via merita certamente una ripetizione: ottima roccia, bella esposizione e, se la cosa non vi dispiace, qualche fix alle soste e qua e là sui tiri.
Accesso: da Pera di Fassa si prende la strada che porta verso il rif. Gardeccia, si supera un paio di tornanti e si prosegue fino all'incrocio con la Strada de Cuch sulla destra, oltre il quale si trova un parcheggio con pochi posti-auto. Si segue la Strada (indicazioni per la Val Udai) infilandosi nei boschi e congiungendosi con il percorso che sale direttamente da Mazzin. Si attraversa un greto ed un torrente e si giunge all'indicazione 1720 Soscorza. Qui si sale a destra e, quando il sentiero spiana, lo si lascia per salire per traccia verso sinistra (ometto), risalendo il canale che porta allo spigolo. L'attacco è indicato da un fix. Un'ora e mezza circa.
Relazione: via molto bella che risale lo spigolo SO del Dociuril (in realtà tenendosi quasi sempre sulla parete di sinistra). La via ha un carattere intermedio tra il classico e lo sportivo, con soste attrezzate con ameno un fix e qualche fix sui tiri; necessario comunque dotarsi di protezioni veloci per integrare. La roccia è ottima e con qualche presa un poco unta, ma mai in maniera fastidiosa.
1° tiro: salire a sinistra dello spigolo, portarsi verso destra a superare un muretto e proseguire per una placchetta fino al terrazzo di sosta. 30m, IV, V; due fix, due chiodi, un cordone in clessidra. Sosta su un chiodo e un fix con cordone e maglia-rapida. Questo tiro è evitabile salendo per una variante di IV che parte una trentina di metri a sinistra.
2° tiro: salire a sinistra della sosta ad una cengia e seguirla brevemente a sinistra fino ad un diedro giallastro fessurato. Salirlo fino ad una seconda, stretta, cengia e proseguire per fessura o placca alla sua sinistra fino ad entrare nel largo camino dove si sosta. 30m, IV+, V (forse passo di V+), V-; due fix, due chiodi, un friend incastrato. Sosta su due fix con cordone.
3° tiro: salire il breve strapiombo che chiude il camino e proseguire lungo la fessura o la bella placca alla sua destra, uscendo su rocce facili. Aggirare a destra una paretina ed infilarsi in un canale obliquo verso sinistra che porta alla terrazza di sosta. 35m, V, V-, III; un fix. Sosta su un fix con maglia-rapida.
4° tiro: spostarsi a destra a salire un diedro giallastro un po' aggettante (roccia dall'aspetto un po' preoccupante) e proseguire tenendosi verso sinistra fino ad una cengia. Salire la bella placca grigia ed uscirne verso destra alla sosta. 35m, VI-, V, V-; tre fix, un chiodo (mobile), un cordone in clessidra. Sosta su un fix (e, se volete, una clessidrina sulla destra).
5° tiro: salire per facili rocce fin sotto ad una sporgenza che si supera sulla sinistra per poi rimontare una bella placca fino alla sosta. 40m, III, IV; un fix. Sosta su un fix e un cordone in clessidra.
6° tiro: a destra della sosta verso il filo dello spigolo a superare un muretto uscendo in cresta dove si sosta poco oltre. 20m, II, IV, II. Sosta su un fix e una grossa clessidra (libro di via).
7° tiro: salire a sinistra della sosta, poi brevemente dritto per traversare a destra con passo un po' delicato, uscendo poi in cresta. 25m, IV, V-, IV-; due fix, due chiodi vicini ai fix. Sosta su due fix.
8° tiro: raggiungere la parete e salire un diedro giallastro, per spostarsi a destra a salire una placca grigia fino ad uscire alla sosta. 30m, IV+, IV-, I; due fix, un chiodo con anello, un cordone in clessidra. Sosta su due fix e cordone.
Discesa: seguire la traccia in lieve discesa e poi in salita con facili passi di arrampicata fino ai prati sommitali (tenete il casco se non volete fare come me, che ho preso una testata fenomenale contro una roccia sporgente, irrorando di sangue capelli, fazzoletto e quant'altro!). Poco prima della vetta, traversare un canale a destra sotto delle rocce nere, scendendo e risalendo dalla parte opposta (ovviamente, si può salire in vetta e ridiscendere se il canale non vi ispira fiducia...). Scendere ora lungo i prati sulla sinistra (versante E) fino a dei fienili, oltre cui si tiene la destra fino ad un altro fienile. Seguire la traccia alla sua sinistra che aggira la parete e riporta al bivio con ometto.