martedì 1 agosto 2017

Spigolo delle bregostane (o via Donatella)

Sul 1° tiro.
Sul 2° tiro.
Sul 4° tiro (la scaletta non è nostra!).
Sul 5° tiro.
Sull'8° tiro.
Tracciato della via.
Dociuril
Spigolo SO


Le bregostane sono creature mitologiche fassane dedite al rapimento di fanciulli, e come tali non proprio simpatiche. Non è quindi chiaro se il nome della via sia un poco elegante riferimento a questa (da me sconosciuta) Donatella o se - le auguriamo - si tratti di pura coincidenza. In ogni caso, la via merita certamente una ripetizione: ottima roccia, bella esposizione e, se la cosa non vi dispiace, qualche fix alle soste e qua e là sui tiri.
Accesso: da Pera di Fassa si prende la strada che porta verso il rif. Gardeccia, si supera un paio di tornanti e si prosegue fino all'incrocio con la Strada de Cuch sulla destra, oltre il quale si trova un parcheggio con pochi posti-auto. Si segue la Strada (indicazioni per la Val Udai) infilandosi nei boschi e congiungendosi con il percorso che sale direttamente da Mazzin. Si attraversa un greto ed un torrente e si giunge all'indicazione 1720 Soscorza. Qui si sale a destra e, quando il sentiero spiana, lo si lascia per salire per traccia verso sinistra (ometto), risalendo il canale che porta allo spigolo. L'attacco è indicato da un fix. Un'ora e mezza circa.
Relazione: via molto bella che risale lo spigolo SO del Dociuril (in realtà tenendosi quasi sempre sulla parete di sinistra). La via ha un carattere intermedio tra il classico e lo sportivo, con soste attrezzate con ameno un fix e qualche fix sui tiri; necessario comunque dotarsi di protezioni veloci per integrare. La roccia è ottima e con qualche presa un poco unta, ma mai in maniera fastidiosa.
1° tiro: salire a sinistra dello spigolo, portarsi verso destra a superare un muretto e proseguire per una placchetta fino al terrazzo di sosta. 30m, IV, V; due fix, due chiodi, un cordone in clessidra. Sosta su un chiodo e un fix con cordone e maglia-rapida. Questo tiro è evitabile salendo per una variante di IV che parte una trentina di metri a sinistra.
2° tiro: salire a sinistra della sosta ad una cengia e seguirla brevemente a sinistra fino ad un diedro giallastro fessurato. Salirlo fino ad una seconda, stretta, cengia e proseguire per fessura o placca alla sua sinistra fino ad entrare nel largo camino dove si sosta. 30m, IV+, V (forse passo di V+), V-; due fix, due chiodi, un friend incastrato. Sosta su due fix con cordone.
3° tiro: salire il breve strapiombo che chiude il camino e proseguire lungo la fessura o la bella placca alla sua destra, uscendo su rocce facili. Aggirare a destra una paretina ed infilarsi in un canale obliquo verso sinistra che porta alla terrazza di sosta. 35m, V, V-, III; un fix. Sosta su un fix con maglia-rapida.
4° tiro: spostarsi a destra a salire un diedro giallastro un po' aggettante (roccia dall'aspetto un po' preoccupante) e proseguire tenendosi verso sinistra fino ad una cengia. Salire la bella placca grigia ed uscirne verso destra alla sosta. 35m, VI-, V, V-; tre fix, un chiodo (mobile), un cordone in clessidra. Sosta su un fix (e, se volete, una clessidrina sulla destra).
5° tiro: salire per facili rocce fin sotto ad una sporgenza che si supera sulla sinistra per poi rimontare una bella placca fino alla sosta. 40m, III, IV; un fix. Sosta su un fix e un cordone in clessidra.
6° tiro: a destra della sosta verso il filo dello spigolo a superare un muretto uscendo in cresta dove si sosta poco oltre. 20m, II, IV, II. Sosta su un fix e una grossa clessidra (libro di via).
7° tiro: salire a sinistra della sosta, poi brevemente dritto per traversare a destra con passo un po' delicato, uscendo poi in cresta. 25m, IV, V-, IV-; due fix, due chiodi vicini ai fix. Sosta su due fix.
8° tiro: raggiungere la parete e salire un diedro giallastro, per spostarsi a destra a salire una placca grigia fino ad uscire alla sosta. 30m, IV+, IV-, I; due fix, un chiodo con anello, un cordone in clessidra. Sosta su due fix e cordone.
Discesa: seguire la traccia in lieve discesa e poi in salita con facili passi di arrampicata fino ai prati sommitali (tenete il casco se non volete fare come me, che ho preso una testata fenomenale contro una roccia sporgente, irrorando di sangue capelli, fazzoletto e quant'altro!). Poco prima della vetta, traversare un canale a destra sotto delle rocce nere, scendendo e risalendo dalla parte opposta (ovviamente, si può salire in vetta e ridiscendere se il canale non vi ispira fiducia...). Scendere ora lungo i prati sulla sinistra (versante E) fino a dei fienili, oltre cui si tiene la destra fino ad un altro fienile. Seguire la traccia alla sua sinistra che aggira la parete e riporta al bivio con ometto.

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